"Assoluzione climatica". La sentenza divide anche i giuristi

"Assoluzione climatica". La sentenza divide anche i giuristi

Gennaio 18, 2020 - 10:39
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il professore di diritto penale all'Università di Friburgo Marcel Niggli si schiera contro alla sentenza che ha assolto i dodici attivisti climatici vodesi.

Ha suscitato sicuramente scalpore la notizia dell'assoluzione dei dodici attivisti climatici che avevano manifestato nella sede del Credit Suisse nel 2018. Il ministero pubblico gli aveva accusati, dopo la denuncia della banca, per violazione di domicilio e resistenza agli ordini della polizia. Il Tribunale distrettuale di Renens (Vaud) lunedì li ha assolti, ritenendo la loro azione "necessaria e proporzionata" alla luce dell'emergenza climatica. 
 
Come spiega in un'intervista ai giornali del gruppo "CH Media" (Neue Zürcher Zeitung, Aargauer Zeitung, ... ) il professore di diritto penale all'Università di Friburgo Marcel Niggli ritiene errata la sentenza del tribunale distrettuale Renens. 
 
Secondo Niggli il giudice con la sua sentenza non ha fatto giustizia, ma politica. "In linea di principio, dovrebbe essere licenziato", ha detto Niggli. Se il giudice riteneva che gli attivisti avevano motivazioni comprensibili, avrebbe potuto imporre una multa minima, spiega Niggli. Secondo Niggli l'istanza successiva correggerà la sentenza. 
 
Stando al professore di diritto penale c'è una tendenza da parte del potere giudiziario a difendere sempre più il bene e non la legge. "Questo è estremamente preoccupante, perché non è compito della magistratura, ma della politica", ha detto Niggli.
 
In un'intervista ai giornali del gruppo Tamedia di martedì scorso a difendere la sentenza era stato invece l'ex giudice federale Niklaus Oberholzer, secondo cui è compito della magistratura reagire alle situazioni che cambiano e adattarsi. Tuttavia, la decisione non deve essere letta come un lasciapassare per qualsiasi tipo di azione, aveva detto Oberholzer.