Aumento delle imposte, diminuzione delle restrizioni e casualità nella scelta dei giudici. Viva la modernità!

Aumento delle imposte, diminuzione delle restrizioni e casualità nella scelta dei giudici. Viva la modernità!

Agosto 16, 2020 - 22:33
Posted in:

I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Dopo una lunga pausa estiva, torniamo a proporvi la rubrica Top of the Week. Da oggi, quindi, riprendiamo la raccolta commentata degli articoli più importanti della settimana di Ticinotoday.

 

I giudici scelti dal caso: un esempio di modernità?

La rubrica Malleus Maleficarum, curata da Filippo Contarini, è uno degli spazi di maggior approfondimento del nostro sito. Questa settimana, è stata pubblicata una riflessione sull’iniziativa “Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)”, la quale chiede che i giudici federali vengano scelti a sorte, da una lista di persone qualificate (vedi qui). Riguardo alla tematica, Contarini ha espresso alcune considerazioni particolarmente interessanti (secondo l’arbitraria soggettività di chi vi scrive), che riproponiamo di seguito.

Quello che stiamo osservando, nel tramonto della società occidentale, è che ormai le lotte di campo basate sulle discussioni infinite hanno stufato un po’ tutti. Purtroppo”.

Qui sta il problema di inserire il sorteggio come paradigma dominante in un sistema basato sulla ri-performazione del discorso di legittimazione del potere. Noi ci fidiamo del potere perché continuiamo a chiederci se quella persona era giusta in quel ruolo”.

Ho ora paura che siamo tutti abituati all’efficienza delle macchine. E quindi ci piace il loro modo di approcciarsi al mondo. E quindi ci piacciono i giuristi iper-tecnici, che uno vale l’altro, che non hanno guizzi”.

Si potrebbe dire che lo sgretolamento delle forme di governo liberal-democratiche e l’avvento della cosiddetta post-democrazia stiano viaggiando parallelamente. Il nuovo che avanza, però, parrebbe non soppiantare i vecchi funzionamenti della società, creando dei vuoti. A prendere gradualmente il posto delle democrazie liberali, quindi, è una non forma di governo, nella quale si chiede aiuto al caso.

Il trasferimento delle responsabilità, l’individualizzazione della società, il ridimensionamento dello stato sociale, la competizione tra lavoratori e tra mercati del lavoro, la velocità della produzione giunta quasi all’immediatezza – assieme agli altri elementi che hanno permesso l’affermazione della globalizzazione – sono portatori di una crisi di identità. A ben vedere, però, è con il precedente avvento del consumismo che ha preso avvio l’abbandono di valori stabili (solidi), verso una costellazione di valori non definiti (liquidi e, in qualche modo, anche casuali). Già Pier Paolo Pasolini denunciava il genocidio culturale e sociale della società del boom economico. Egli, infatti, identificava nella modernizzazione massificante – attraverso la televisione, l’imposizione del modello piccolo-borghese e la liberalizzazione dei consumi – un elemento di assenza di sviluppo, a causa della mancanza di intellettuali, di popolo, di ideologie e quindi, in ultima analisi, di identità.

 

La COVID-19 farà aumentare le imposte?

La pandemia ha avuto un effetto importante sulla nostra società, colpendo direttamente la popolazione, modificando le abitudini quotidiane e mettendo a dura prova il sistema sanitario. Tutto questo ha anche un costo economico per le finanze pubbliche. Sulle pagine del domenicale Il Caffè, il Consigliere di Stato liberale Christian Vitta ha affermato che ci si potrà confrontare su di un possibile aumento del coefficiente d’imposta cantonale, come richiesto dal Partito Socialista. Non tutti, però, sembrano accogliere positivamente questa idea. Nella rubrica Focus (vedi qui) abbiamo raccolto il parere dei Granconsiglieri Giorgio Fonio (PPD), Andrea Censi (Lega) e Nicola Schönenberger (Verdi). In Botta e Risposta, invece, abbiamo intervistato la deputata del PLR Cristina Maderni (vedi qui).

 

A ottobre torneranno gli eventi con più di mille persone?

Ieri sono riprese le pubblicazioni di Banditi e Campioni (vedi qui). Dopo le ferie della nostra rubrica sportiva, vi abbiamo proposto una riflessione sull’annunciata soppressione del limite di mille persone agli eventi, ragionando su quel che ciò potrebbe comportare per lo sport in Svizzera (hockey e calcio in modo particolare).

 

Buon inizio di settimana.

TM