Avocado, ma quanto bevi?

Avocado, ma quanto bevi?

Agosto 09, 2019 - 06:10

Il frutto esotico fa tendenza, ma ha un impatto ambientale molto elevato. Preoccupanti sono l'impronta idrica, la deforestazione, l'impiego di pesticidi e le condizioni di lavoro dei coltivatori.

A partire dagli anni Settanta, l'avocado ha cominciato a essere conosciuto anche sulle tavoli occidentali, soprattutto grazie all'arrivo, negli Stati Uniti, di molti lavoratori provenienti dall'America Latina. Nell'ultimo decennio, però, questo frutto è diventato una vera e propria moda. Lo possiamo trovare nelle insalate, nel guacamole ed è popolarissimo persino su Instagram.
 
Stando ai dati FAO (l'agenzia dell'ONU che si occupa dei problemi dell'alimentazione e della coltura), la produzione mondiale di avocado è raddoppiata, dal 1993 ad oggi. I paesi più golosi di questo frutto, però, sono anche i paesi meno adatti alla sua coltivazione: USA, Canada, Regno Unito e l'Europa settentrionale. A complicare la situazione, vi è il fatto che molte delle zone in cui l'avocado (la cui coltivazione richiede un grande bisogno d'acqua) è naturalmente coltivabile, sono colpite da problemi di siccità e sfruttamento del lavoro agricolo: Messico, Cile, Perù, Colombia, Repubblica Domenicana, California e Kenya.
 
Per far cresce un avocado, si stima che servano circa 70 litri d'acqua, il triplo di quanto necessario per la coltivazione di un'arancia, e 14 volte in più di quel che occorre per un pomodoro. La questione idrica, però, non è l'unico problema legato all'avocado. In Messico, infatti, la coltivazione del frutto è una tale opportunità economica, da alimentare la deforestazione delle conifere tropicali. 
 
I ricavi provenienti dalla coltivazione di avocado, sarebbero così ingenti da aver dato al frutto il soprannome di "oro verde". Sempre in Messico, questa redditività dell'avocado ha attirato l'attenzione dei cartelli della droga, che estorcono denaro agli agricoltori. 
 
La popolarità dell'avocado è data anche dai suoi effetti sull'organismo: riduzione del rischio cardiovascolare, perdita di peso e aumento della fertilità. Forse, però, il santo non vale la candela.