"Bagarre" sul 5G... e il ministro viene "silurato"

"Bagarre" sul 5G... e il ministro viene "silurato"

Maggio 02, 2019 - 08:47
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La premier britannica Theresa May ha licenziato il ministro della Difesa Gavin Williamson, ritenuto responsabile di una fuga di notizie.

È costata cara la polemica sulle antenne 5G all'ormai ex ministro della Difesa britanico.
A tener banco negli ultimi tempi non è stato l'impatto sulla salute delle antenne per l'implementazione del nuovo standard di comunicazione mobile, ma la loro provenineza. Anche in Gran Bretagna si è molto discusso infatti della questione delle antenne fornite dal colosso cinese Huawei, che gli Usa accusano di usare la strumentazione venduta come vettore di spionaggio a vantagigo della Cina.
La decisione del Governo britannico di concedere, nonostante le pressioni Usa, la partecipazione di Huawei alle forniture per "componenti non cruciali" della strumentazione per il 5G è stata resa pubblica ufficialmente ieri. Ma era stata anticipata dal Daily Telegraph. La fuga di notizie aveva particolarmente indispettito vari ministri e i servizi di sicurezza ed era stata aperta un'indagine per determinarne la fonte. Fonte individuata, nell'indagine supervisionata dal segretario di gabinetto Sir Mark Sedwill, proprio nel ministro della difesa Gavin Williamson.
Stando a quanto riporta il Guardian la premier Theresa May ha messo Williamson davanti alle prove di una telefonata fra lui e Steven Swinford del Daily Telegraph, della durata di 11 minuti. Telefonata ammessa dal ministro, che tuttavia nega di aver rivelato quanto successo durante la discussione nel Consiglio di Sicurezza Nazionale. May gli avrebbe dato la possibilità di dimettersi, rifiutata dal ministro. La premier l'ha dunque licenziato.
L'ex ministro ha definito l'indagine "una caccia alle streghe fin dall'inizio".