Bar e ristoranti aperti il 22 marzo? Il Centro si smarca e ora è meno probabile

Bar e ristoranti aperti il 22 marzo? Il Centro si smarca e ora è meno probabile

Febbraio 21, 2021 - 13:42
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Il capo della frazione del Centro (Ppd, Pbd e evangelici) Andrea Gmür "ribalta" il parere dei suoi commissari e si schiera contro all'imposizione della riapertura dei ristoranti il 22 marzo voluta dalla Commissione sanità. Il voto nel plenum potrebbe andare in altra maniera. 

Oggi la Sonntagszeitung riporta delle evoluzioni all’interno della Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) del Consiglio nazionale nell’ambito del rapporto sulla modifica della Legge COVID-19. La Commissione si è schierata a favore della riapertura dei ristoranti, nonché della aziende attive nel settore della cultura e del tempo libero al più tardi entro il 22 marzo. La commissione si era schierata con 13 voti favorevoli, 7 contrari e 5 astensioni ad “offrire ai settori gravemente colpiti dalla crisi una prospettiva che vada oltre le tappe di riapertura attualmente previste dal Consiglio federale”, come spiegava la stessa commissione.

Determinanti per la decisione erano stati i voti del gruppo del Centro (Ppd, Partito borghese democratico ed evangelici), che si erano schierati con Udc e Plr. Ora però, spiega il giornale, la posizione del gruppo potrebbe cambiare. Il capo della frazione Andrea Gmür (che non siede nella commissione sanitaria) afferma che i ristoranti debbano essere riaperti rapidamente, ma non modificando la legge, poiché sarebbe troppo pericoloso. "Non dobbiamo privare di potere il Consiglio federale su questo tema”, ha dichiarato al domenicale Gmür, “deve mantenere i suoi poteri d'azione ed essere in grado di reagire e decidere rapidamente a causa dello sviluppo epidemiologico”. Vista l’annunciata contrarietà del gruppo di centro ora, non è chiaro se la modifica che impone la riapertura il 22 marzo abbia possibilità di successo nel voto in Consiglio nazionale. Il messaggio all'indirizzo del Consiglio federale dato alla commissione, comunque rimane, e esso potrebbe decidere di accellerare i tempi, a sua discrezione. "Entro il 22 marzo", tuttavia, è ancora un'altra cosa.