Bce: "La comunicazione confusa riflette le divisioni interne"

Bce: "La comunicazione confusa riflette le divisioni interne"

Marzo 14, 2020 - 11:23
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L'economista italiana Lucrezia Rechlin, già capo economista della Bce, commenta le recenti comunicazioni da parte della Bce in merito alla crisi coronavirus. 

 
 Le parole della presidente della Bce Christine Lagarde avevano fatto molto dicutere (oltre ad affossare le borse) due giorni or sono, quando aveva affermato "non siamo qui per chiudere gli spread". Un'uscita un po' infleice in una comunicazione in cui Lagarde spiegava che "ci saremo usando tutta la flessibilità", ma che "nessuno dovrebbe attendersi che sia la Bce a essere la prima linea nella risposta al Coronavirus”. Successivamente, intervistata dalla CNBC americana, Lagarde ha precisato che la bce interverrà per frenare la frammentazione del mercato obbligazionario europeo (affermazione che sa tanto di una marcia indietro). 
 
Intervistata dal portale Business Insider Italia a giudicare "confusa" la comunicazione della Bce è Lucrezia Reichlin, ex capo economista alla Bce, docente di economia alla London Business School (nonché figlia del dirigente e deputato del PCI Alfredo Reichlin e di della giornalista e deputata Luciana Castellina, fondatrice de "Il Manifesto"). 
 
“La comunicazione della Bce e stata confusa e questo riflette la divisione all’interno del consiglio", spiega Lucrezia Reichlin. "Tuttavia delle misure sono state prese ed è importante che ci sia disponibilità a fornire liquidità e a mantenere l’integrità del mercato finanziario europeo. Questo e uno choc comune a tutti i paesi e domanderà uno sforzo di spesa pubblica eccezionale in tutti i Paesi”. Secondo Reichlin i Paesi "più deboli, come l’Italia, saranno più colpiti ma penalizzarli in questo momento e controproducente per tutti”. Interrogata su cosa dovrebbe fare l'Ue Reichlin spiega a Business Insider Italia che  “c’e bisogno di un pacchetto di misure coordinate per sostenere l’infrastruttura ospedaliera e le persone direttamente e indirettamente colpite dal virus. Questo implica mobilizzare decine di miliardi di euro che devono quindi essere trovati al di fuori del bilancio comune. E’ chiaro che la spesa dovrà essere fatta a debito ed e per questo che abbiamo bisogno di un’azione coordinate con la Bce che garantisca la stabilita dei tassi a fronte dello sforzo fiscale”.