A Berlino per mettere fine al caos libico

A Berlino per mettere fine al caos libico

Gennaio 18, 2020 - 11:04
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Domani alla Conferenza di Berlino i vertici internazionali saranno riuniti per affrontare il tema del conflitto in Libia.

Domani a Berlino i principali attori di quanto sta accadendo in Libia si riuniranno per cercare di trovare una soluzione alla guerra civile che da otto anni imperversa nel Paese del Nord Africa. 
 
L'Europa, dopo diversi anni sembra essersi convinta della necessità di intervenire, dopo che sullo scacchiere del conflitto libico hanno fatto il loro ingresso, su fronti opposti, Russia e Turchia. 
 
Alla Conferenza di Berlino dovrebbero esserci i vertici dell'Unione europea, ad iniziare dalla presidente della  Commissione europea Ursula von der Leyen, ma anche il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, ma soprattutto dovrebbero essere presenti sia il premier del governo riconosciuto dall'Onu Fayez al Serraj, che il suo antagonista, il generale Khalifa Haftar. 
 
Per ora l'obiettivo del vertice sembra essere solo quello di cementare la tregua, obiettivo che già i due precedenti vertici di Parigi e Palermo avevano mancato. L'Unione europea e l'Italia hanno chiesto l'invio in Libia dei caschi blu dell'Onu, ma la stessa Ue è spaccata al suo interno, con la Francia che, assieme all'Egitto, agli Emirati Arabi Uniti, all'Arabia Saudita e ora la Russia sostengono Khalifa Haftar, le cui forze hanno assediato Tripoli. 
 
L'Italia è invece schierata, con il Qatar e ora la Turchia con il Governo di Accordo Nazionale. A complicare le cose vi è poi la reazione stizzita della Grecia al memorandum siglato dalla Turchia con il Governo di Serraj per le trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo. La Grecia ha annunciato che "metterà il veto a ogni soluzione politica in Libia" se il memorandum tra Tripoli e Ankara "non viene revocato".