A Berna il Ticino avrà solo 6 deputati?

A Berna il Ticino avrà solo 6 deputati?

Settembre 21, 2021 - 14:33
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L'Osservatorio della vita politica regionale (OVPR) dell’Università di Losanna fornisce una previsione sul numero di Consiglieri nazionali per il nostro Cantone in base alle previsioni demografiche dell'UST. Nel 2051 il Ticino potrebbe avere 6 consiglieri nazionali (al posto degli 8 attuali)...

Il Ticino fra qualche decennio “peserà” probabilmente meno a Berna. Non si tratta solo di dinamiche politiche, ma anche demografiche. Come noto i seggi a cui ha diritto ogni Cantone nella “Camera Bassa”, il Consiglio nazionale, sono proporzionale al numero di abitanti. E ciò quasi sicuramente non favorirà il Ticino.

A fornire una previsione del numero di seggi ticinesi in Consiglio nazionale nel 2051 (attualmente sono 8 su 200) è l’Osservatorio della vita politica regionale (OVPR) dell’Università di Losanna diretto da Oscar Mazzoleni, basandosi su tre scenari sull’evoluzione della popolazione svizzera elaborati di recente dall’Ufficio federale di statistica (UST). Stando a due dei tre scenari (quelli con crescita demografica media e bassa) “il Cantone Ticino non disporrebbe più, alle elezioni del 2051, di 8 seggi, ma di soli 6 (su 200) al Consiglio nazionale. Ciò significherebbe una perdita di seggi in proporzione più forte di qualsiasi altro cantone svizzero”, come spiega un odierno comunicato dell’Osservatorio. Nel caso invece si confermasse lo scenario demografico UST con la maggiore crescita della popolazione in Svizzera, il Ticino subirebbe comunque un calo di un seggio.

In merito al “peso” di un singolo Cantone nella Berna federale, spiega il comunicato,  “ci sono molti aspetti che entrano in gioco. Uno di questi è la massa critica determinata dal proprio peso demografico che si traduce in una quota di seggi spettanti al singolo cantone al Consiglio nazionale. Mentre per il Consiglio degli Stati il numero di seggi è fisso (due per cantone e uno per semi-cantone), per la Camera del popolo il numero di seggi di alcune deputazioni cantonali è variato nel tempo, in funzione delle dinamiche demografiche che storicamente si sono espresse nel Paese”. “Poiché i gruppi parlamentari svolgono un ruolo oggi più rilevante del passato”, si legge, “come diversi osservatori hanno messo in evidenza, si potrebbe affermare che la mera appartenenza cantonale dei deputati abbia un significato tutto sommato limitato. Tuttavia, laddove ci sono in palio interessi cantonali che travalicano le appartenenze di partito o ideologiche, il ruolo della deputazione cantonale può essere decisiva. Da questo punto di vista, conta certamente il prestigio e l’influenza dei singoli, ma anche l’essere numerosi può svolgere un ruolo cruciale. Se il Cantone Zurigo conta molto nella Berna federale è anche perché è rappresentato da 35 deputati su 200. Disporre di una deputazione sufficientemente ampia e rappresentativa è oltremodo importante per un cantone come il Ticino, periferico dal punto di vista economico e linguistico, che nella sua storia non ha sempre avuto rapporti facili con la Confederazione. Dal 1971, il Cantone Ticino dispone di 8 seggi, ripartiti fra tutte le maggiori forze politiche cantonali, sia di partiti presenti nel governo cantonale, sia di partiti rappresentati solo nel parlamento cantonale. Per contro, un minore numero di seggi avrebbe conseguenze sulla presenza delle diverse sensibilità in seno alla deputazione ticinese, assieme ad un’accresciuta competizione elettorale fra candidati e partiti in occasione del rinnovo della Camera bassa. Recentemente è stata ufficializzata la ripartizione riguardante le elezioni federali del 2023 che ha confermato gli 8 seggi per il Ticino. La stabilità nel numero di seggi della deputazione ticinese alla Camera bassa del legislativo federale è riconducibile al fatto che il cantone italofono, dal 1971 a oggi, è cresciuto da un punto di vista demografico come molti altri cantoni”.

“Occorre tuttavia considerare che negli ultimi anni la popolazione ticinese ha subito dei continui cali, mentre nel suo complesso la Svizzera continua a caratterizzarsi per un aumento del numero dei suoi abitanti. I recenti dati riguardanti il 2020, confermano una tendenza in atto dal 2017, che vede il Ticino fra i rari cantoni contraddistinti da una continua diminuzione della propria popolazione residente. Se finora quindi l’impatto di questo calo demografico in Ticino non ha avuto ripercussioni sulla ripartizione dei seggi al Consiglio nazionale (la ripartizione per il 2023 si basa infatti sullo stato della popolazione nel 2020), non è per nulla scontato che ciò avvenga ancora in futuro”.

“Gli scenari sull’evoluzione della popolazione svizzera allestiti dall’Ufficio federale di statistica (UST) non devono essere considerati come ineluttabili, ma forniscono comunque indicazioni sulle tendenze future. L’ultimo aggiornamento di questi scenari, risalente al maggio 2020, comprende il periodo fino al 2050 e segnala un ulteriore calo demografico del Ticino, in contrasto con l’andamento complessivo della popolazione svizzera. Poiché gli scenari rimangono nella sfera delle ipotesi, l’UST ne ha elaborati tre ben distinti: uno scenario dove la crescita complessiva è elevata; una “media” (detta “di riferimento”) e una “bassa”. Nello scenario di riferimento e in quello basso, il Cantone Ticino sarebbe confrontato a un calo demografico significativo, mentre nello scenario “alto” la popolazione residente complessiva aumenterebbe, seppure in misura molto ridotta e con il tasso più basso in un confronto intercantonale.

Sulla base dei tre scenari dell’UST, abbiamo calcolato la ripartizione dei seggi ai cantoni  per le prossime legislature fino alle elezioni del 2051”.

“Le conclusioni sono evidenti. Secondo due dei tre scenari demografici, il Ticino disporrebbe fra 30 anni di solo 6 seggi (sui 200) per il Consiglio nazionale. Nessun altro cantone svizzero, con l’eccezione di Neuchâtel, subirebbe un calo proporzionalmente così forte. Nella migliore delle ipotesi, e cioè se a prevalere fosse lo scenario demografico “alto” tra quelli delineati dall’UST, ossia con una crescita complessiva svizzera più forte, il Cantone Ticino perderebbe “solo” un seggio. I seggi persi dal Ticino e da altri cantoni, quali Basilea Campagna, Berna, Neuchâtel e Giura, potrebbero andare ad Argovia, Friborgo, Ginevra, Vaud e Zurigo”.

“Il Ticino sarebbe il cantone, insieme a Berna, la cui deputazione potrebbe perdere il maggior numero di seggi (2). Per il Ticino, la diminuzione avverrebbe in due fasi, dapprima per le elezioni del 2035 (ripartizione calcolata sull’anno 2032), ossia la terza futura tornata elettorale, con una deputazione ticinese al Consiglio nazionale che dovrebbe contare 7 seggi (esattamente quanti erano alla fine degli anni Sessanta del Novecento) e questo avverrebbe nei tre scenari allestiti dall’UST. La seconda riduzione del numero di seggi avrebbe luogo (qualora si confermassero gli scenari di riferimento o basso dell’UST) in occasione delle elezioni federali del 2051 (ripartizione calcolata sull’anno 2048), passando da 7 a 6, ovverosia lo stesso numero di deputati che il Ticino contava duecento anni prima, alla nascita dello Stato federale nel 1848”.

“Sulla base dei dati demografici attuali, l’evoluzione nella ripartizione che abbiamo descritto nel numero di seggi attribuiti al Cantone Ticino al Consiglio nazionale appare come la più probabile. Due soli aspetti potrebbero delineare un esito diverso nei prossimi decenni. In primo luogo, se le tendenze demografiche delineate dall’Ufficio federale di statistica dovessero mutare e il Cantone Ticino tornasse a crescere da un punto di vista demografico, come ha peraltro ipotizzato di recente l’Ufficio di statistica del Cantone Ticino. In secondo luogo, si potrebbe ipotizzare un’eventuale modifica della base legale sulla quale poggia il calcolo della ripartizione dei seggi alla Camera del popolo, che ha oggi come riferimento la popolazione residente permanente nei diversi cantoni”.