Biasca è un po' più rossa (e verde). Nel comune di Massimo Pini il Plr "arranca"

Biasca è un po' più rossa (e verde). Nel comune di Massimo Pini il Plr "arranca"

Novembre 06, 2019 - 19:18
Posted in:

A Biasca a queste federali il Plr ha fatto probabilmente il peggior risultato di sempre, andando sotto alle 400 schede di partito. La sinistra diventa le seconda forza politica, mentre, come sempre alle federali, la destra di Lega e Udc riamane la prima forza.

Un tempo la chiamavano “Biasca la rossa”, ma il Comune di Biasca è saldamente nelle mani del Plrt da innumerevoli decenni. Anche la recente tornata elettorale ha confermato nel Comune della Riviera la prima posizione dei liberali radicali, che nel Comune che fu di Massimo Pini conta sindaco e maggioranza relativa in municipio con tre municipali. 
 
Tuttavia la tornata elettorale che ci siamo lasciati alle spalle ha segnato in ogni caso un record negativo per l’ex partitone in quel di Biasca. Per la prima volta il Plr a Biasca è sceso sotto le 400 schede di partito. Per la precisione 335 schede. Quasi la metà delle 616 schede raccolte per alle ultime Comunali del 2016 e più di cento in meno rispetto alle Cantonali di questo aprile, dove il Plr aveva raccolto 474 schede per il Gran Consiglio, poco meno di cento sotto al risultato delle federali di quattro anni fa, dove il Plrt aveva raccolto 417 schede. Il Plr a Biasca, considerando elezioni federali, cantonali e comunali, non era mai sceso sotto le 400 schede di partito!
 
Alle federali dello scorso 20 ottobre, come detto, i liberali radicali si sono sì confermati il primo partito, ma non la prima “coalizione”. Se si considerano infatti i voti sommati di Udc (con le sue varie sottoliste) e Lega, che correvano congiunti, come evidenza la tabella 3, abbiamo che Lega-Udc a Biasca hanno ottenuto complessivamente 433 schede. Ciò nonostante il crollo conosciuto dalla Lega rispetto alle federali di quattro anni fa. Infatti a questa tornata elettorale la Lega da sola ha ottenuto 276 schede, diventando terzo partito a Biasca (come si vede nella tabella 2, che indica il voto dei partiti sommando le eventuali sottoliste congiunte). Quattro anni fa a Biasca la Lega ne aveva fatte 348 di schede. Alle scorse cantonali 369. 303 alle Comunali del 2016.  Pure l’Udc (quinto partito) non è cresciuta molto a Biasca, passando dalle 151 schede del 2015 alle 157 del 2019. Ma il vero crollo, dunque, a queste federali a Biasca, lo ha conosciuto il Plr. 
 
Ma pure l’area della sinistra a Biasca supera in termini di schede il Plr, come in altri centri del Cantone. E la seconda posizione in termini di area politica (indicate nella tabella 3) è forse ancora più significativa. Infatti, alle elezioni federali, l’Udc ha quasi sempre beneficiato di un “bonus”, migliorando il proprio risultato elettorale rispetto alle tornate elettorali Cantonali e Comunali. Ciò ha permesso, già dal 2011, alla destra (composta da Lega-Udc), di superare il Plr a Biasca. Invece, neIle tornate elettorali cantonali e comunali, il superamento di Lega-Udc sul Plr non è mai avvenuto. 
 
A questa tornata elettorale federale a Biasca è però è avvenuto un altro “sorpasso”, mai visto prima del 20 ottobre. Infatti, sommando le schede della sinistra, vale a dire Partito socialista e Verdi - Sinistra Alternativa, si superano quelle del Plr (tabella 3): 399 schede contro le 335 del Plr. Alle cantonali dello scorso aprile a Biasca (a differenza di altri centri del Cantone come Locarno e Lugano) il Plr era ancora in vantaggio con le sue 474 schede, a fronte delle 434 complessive di Partito socialista e delle forze che alle federali hanno formato la lista Verdi - Sinistra Alternativa, vale a dire Verdi, Mps-Pop (alle federali l'Mps tuttavia non c'era) e Partito comunista.
 
Il sorpasso avvenuto alle federali ha così "relegato" a terza area politica il Plr a Biasca. 
 
Nello specifico a sinistra il Partito socialista, alle federali, con le sue 282 schede (sommando le schede delle liste sottocongiunte, vedi tabella 2) ha perso venti schede rispetto alle 302 della cantonali e si posiziona sempre secondo partito e una quarantina rispetto alle federali del 2015. I Verdi con l'apporto della Sinistra alternativa sono passati dalle 55 schede delle cantonali a 117 schede delle federali (Verdi, Mps-Pop e Pc facevano alle cantonali 132 schede), posizionandosi quale sesto partito. Alle federali di quattro anni fa a Biasca avevano solo 13 schede.
 
Alle federali a Biasca anche il Ppd ha conosciuto un notevole "crollo" rispetto alle Cantonali (dove però il traino rappresentato dall'allora sindaco di Riviera, Raffaele De Rosa, in lista per il Consiglio di Stato, ha sicuramente inciso). Alle cantonali il Ppd aveva raccolto 368 schede, mentre a queste federali si è fermato a 251, più di 100 schede in meno, passando, fra cantonali e federali, da terzo a quarto partito. Il risultato del Ppd è però in linea con quanto ottenuto quattro anni fa alle federali, dove raccolse 244 schede. 
 
 
 
 
 
f.n.g.