"Bobo" è un po' idiota e come il Principe buono

"Bobo" è un po' idiota e come il Principe buono

Luglio 13, 2020 - 14:27

Sergio Staino intervistato sul Corriere della Sera parla della sua creazione “Bobo” e del suo ultimo libro, ma anche delle colpe della sinistra...

Sergio Staino è uno dei grandi vignettisti italiani, assieme ad Altan (con il suo "Cipputi"), Ellekappa, Vauro, che in questi anni con il suo personaggio "Bobo" ci ha accompagnato con un sorriso nell'attualità quotidiana.

Il quotidiano di via Solferino, il Corriere della Sera, ha voluto intervistare per i suoi 80 anni il grande vignettista Sergio Staino.

Staino nel lontano 10 marzo 1986 porta in edicola, come allegato al quotidiano "L'Unità" (allora quotidiano del Partito comunista italiano), "Tango" inserto di satira, con nomi importanti come Altan, Ellekappa, un giovane Daniele Luttazzi, Gino e Michele, ma soprattutto pubblicherà le ultime vignette di Andrea Pazienza, prematuramente scomparso proprio nel 1988. Proprio il 1988 segnò la fine dell'inserto satirico di Sergio Staino, che pochi mesi dopo verrà sostituito dal famoso "Cuore" di Michele Serra (e a cui si ispirarono i "giovanotti" che in Ticino diedero vita a "Il Diavolo”).

Staino, oltre come vignettista e direttore di "Tango", va ricordato come coautore di "Cielito lindo", programma satirico condotto da Claudio Bisio e Athina Cenci sulla Rai tre di Angelo Guglielmi nell'autunno 1993 (memorabile la puntata in cui la sigla viene cantata dal grande Fabrizio De André).

Ma Staino è Bobo (o il papà di Bobo), il suo personaggio delle sue vignette, che si chiama come il figlio di Bettino Craxi e assomiglia un po' ad Umberto Eco e che ora, grazie al Corriere, scopriamo anche essere un po' "dostoesvkiano".

“È proprio così”, spiega lo stesso Staino sul Corriere, in merito al suo ultimo libro "Quell’idiota di Bobo" (Teseo). “Per questa bellissima idea, per questo parallelo, devo tutto a due persone che non conoscevo: l’insegnante di storia dell’arte Marco De Feo e l’insegnante di filosofia Mario Gamba. Sul sito www.sciacalloelettronico.it loro paragonavano il mio Bobo al personaggio di Dostoevskij. Ricevetti una telefonata, e una bella voce femminile mi avvisò... Bobo come Dostoevskij! Ero molto prevenuto: da un sito chiamato Sciacallo cosa c’era da aspettarsi?”. Invece “Dopo aver letto i testi sono rimasto senza parole. Abbiamo fatto questo libro insieme in tre... Ho anche chiesto un parere al mio amico filosofo “dostoevskista” Sergio Givone che mi ha confermato tutto: la bontà di Bobo non è diversa dalla bontà di quel principe”. È “un libro in difesa del buonismo. Abbiamo bisogno di bontà per opporci al populismo più becero. La parola d’ordine adesso è il vaffa. Il vaffa significa: non discuto, non esisti, non mi confronto con te. Robaccia. Ecco, qui c’è da avere veramente paura…”, dice Staino. "Ce n’è bisogno perché non si ragiona più. E invece occorre confrontarsi, scambiarsi le idee, parlarsi, magari anche litigare. Al centro ci dev’essere il rispetto per l’idea. Ma l’inizio di tutto ha una colpa precisa. Ed è la nostra, della sinistra", sostiene il vignettista. "L’inizio della degenerazione politica fu il lancio delle monetine contro Craxi all’hotel Raphael. Il primo atto veramente antipolitico... Da lì nasce tutto". Quel gesto, significa, "semplicemente, e amaramente, la distruzione della grande politica nata con la Resistenza".