Brexit è caos. Fra chiusura del Parlamento, Tribunali e petizioni

Brexit è caos. Fra chiusura del Parlamento, Tribunali e petizioni

Agosto 29, 2019 - 08:16
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Boris Johnson ha avuto l'approvazione della monarca inglese di sospendere per più di un mese il Parlamento britannico. I laburisti attaccano e criticano la scelta del Premier conservatore, ma anche Major, ex Premier conservatore non condivide la scelta del capo di Governo del suo partito e minaccia di rivolgersi ai tribunali. La Brexit è sempre più un caos!

Dopo che ieri, un po' a sorpresa la Regina Elisabetta ha dato seguito alla richiesta del Premier Boris Johnson di "sospendere" il Parlamento dal rientro dei parlamentari dalla pausa estiva, ovvero la seconda settimana di settembre fino al 14 ottobre, per evitare che quest'ultimi possano votare un qualsiasi rinvio della Brexit in caso di "no deal" (ossia un'uscita della Gran Bretagna dall'Ue " brusca" e "hard", senza nessun accordo con quest'ultima), oggi si osserveranno i mercati e la sterlina per capire se la flessione subita ieri da Londra dalla moneta nazionale (in perdita sia sull'euro che sul dollaro), avrà ulteriori conseguenze o meno.
Intanto ieri, come era immaginabile l'opposizione dei laburisti di Corbyn ha chiesto un incontro urgente alla Regina e ha definito quello di Johnson una "minaccia per la democrazia". Ma se per l'opposizione è normale criticare il Premier conservatore, un po' meno lo è quando a scendere in campo contro Johnson sono due pesi massimi di "Tory", ovvero John Bercow, speaker alla Camera, che ha definito la sospensione del Parlamento "un'onta costituzionale" e John Major, già Premier (è il conservatore che è succeduto alla Thatcher e poi è stato mandato a casa dal laburista Blair) che addirittura minaccia di ricorrere ai tribunali (e pronto a seguirlo ci sono molti parlamentari scozzesi).
Ieri in pochissime ore una petizione contro la "sospensione" del legislativo britannico ha raccolto più di un milioni di firme. E ora la parola potrebbe passare veramente alle corti giudiziare, complicando ulteriormente il percorso della Brexit.