Bruno Storni - Ostacoli allo sviluppo della produzione fotovoltaica e dei riscaldamenti a pompa di calore a livello di distribuzione di energia elettrica e di politica locale

Bruno Storni - Ostacoli allo sviluppo della produzione fotovoltaica e dei riscaldamenti a pompa di calore a livello di distribuzione di energia elettrica e di politica locale

Giugno 18, 2021 - 21:33
Posted in:

Riceviamo e pubblichiamo. Postulato presentato dal consigliere nazionale socialista Bruno Storni. 

Testo:

Il Consiglio Federale è incaricato di analizzare la situazione nella distribuzione dell'energia elettrica in merito a tariffe e tasse locali che frenano lo sviluppo di impianti fotovoltaici e di impianti di riscaldamento a termopompa, sviluppo condizionato negativamente da questioni di politica aziendale delle aziende elettriche distributrici come pure da tasse comunali per concessioni o uso suolo pubblico discriminanti e di presentare un rapporto in merito.

 

Motivazione

Se da una parte si promuove la produzione di nuova energia elettrica rinnovabile grazie alla tassa di rete in parte riversata per impianti fotovoltaici (FV) sussidiati con un contributo unico che si avvicina al 20% del costo dell’investimento, dall’altra l’energia immessa in rete da questi impianti viene penalizzata da politiche improntate al profitto da parte delle aziende di distribuzione (pubbliche).

Aziende di distribuzione di proprietà di Comuni i quali oltre ad incassare dividendi o utili maturati sulla vendita di energia elettrica rinnovabile addebitano ai consumatori (tramite le aziende) tasse comunali in modo discriminante sull’energia elettrica indistintamente se da fonti rinnovabili o no.

Aziende elettriche che approfittano doppiamente della nuova produzione fotovoltaica decentralizzata rivendendo questa energia applicando tasse di trasporto per tutti i 7 livelli di rete malgrado non utilizzi 6 dei 7 livelli di rete.

Di conseguenza si costruiscono impianti FV piccoli mirati a massimizzare l’autoconsumo e minimizzare gli esuberi da immettere in rete. Impianti FV mini che non sfruttano appieno la superficie disponibile dei tetti perdendo grandi potenziali di produzione FV realizzabile a bassi costi marginali. Si arriva perfino a investire in ineconomiche e inefficienti batterie a domicilio invece che in pannelli FV.

Da una parte si promuove e sussidia il FV (grazie a tasse incentivanti pagate dai consumatori) dall’altra lo si frena con retribuzioni che non coprono i costi.

Inoltre le tasse di concessione o uso del suolo pubblico che molti Comuni incassano dai consumatori sulla vendita di energia elettrica ma non per il gas: Comuni penalizzano l’energia rinnovabile locale e favoriscono il fossile importato.

Utili e tasse discriminanti a favore dei Comuni rincarano il costo dell'energia elettrica ( 2 a 3 ct/kWh) sfavorendo la transizione verso impianti di riscaldamento a pompa di calore, tasse locali che non vengono applicate alla distribuzione del gas.

Gas che già a livello superiore, Federale, è tassato in misura minore 1.7 ct/kWh (tassa CO2) per rapporto all'energia elettrica 2.3 ct/kWh (tassa di rete).

Un quadro generale che frena lo sviluppo del FV e delle pompe di calore, in aperto contrasto con le politiche energetiche Federali che mirano a  più rinnovabile, più efficienza e meno CO2, e che va esaminato e corretto.