Bruno Storni: "Swiss PT, l’app per il tracciamento digitale COVID19 made in Svizzera"

Bruno Storni: "Swiss PT, l’app per il tracciamento digitale COVID19 made in Svizzera"

Maggio 10, 2020 - 21:22
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Riceviamo e pubblichiamo. Opinione di Bruno Storni, consigliere nazionale del Ps. 

Arriva Swiss PT l’app per il telefonino ideata all’EPFL per il tracciamento dei contatti. Una soluzione informatica di prossimità decentralizzata che affianca il contact tracing manuale previsto nella Legge sulle epidemie, rendendolo più veloce e capillare.

Swiss PT garantisce anonimato e riservatezza, sviluppato in pochi mesi conquistando la disponibilità di Apple e Google per sfruttare in modo efficiente e intelligente il dispositivo Bluetooth per misurare la distanza tra telefonini senza usare la  geolocalizzazione, contatti tracciati criptati anonimi e, decentralizzati che rimangono sullo smartphone al massimo 2 settimane.

Sullo smartphone si registrano i codici inviati su Bluetooth, che cambiano ogni 15 min, e quelli ricevuti da telefonini rimasti vicini per 15 minuti. Nel caso dovessi risultare positivo al COVID2, posso inviare il registro dei codici generati al server, per autorizzare l’app all’invio ricevo un codice dal medico.

Il server invia poi la mia lista delle trasmissioni ai telefonini di tutti gli altri utenti dove l’app verifica se nella  lista di ricezione trova un codice della mia lista, se sì l’app avverte del contatto e il proprietario del telefonino lo saprà e dovrà agire di conseguenza.

I codici che ogni telefonino trasmette su Bluetooth sono generati casualmente secondo una chiave crittografica e cambiano continuamente, non hanno nessun riferimento con il numero o l’identità del proprietario del telefonino.

Una soluzione semplice ed efficace che può diventare uno strumento fondamentale per contenere e ridurre la diffusione del virus ed evitare la temuta seconda onda, chiaramente a complemento delle misure canoniche che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi: igiene, distanza fisica, protezioni, mascherine.

App che dovrebbe essere pronta questa settimana, si attende la pubblicazione definitiva delle API di Apple e Google per una volta alleate per fermare il COVID19, proprio sul prodotto di maggior concorrenza, il sistema operativo.

Se la ricerca e l’ingegneria hanno in pochissimo tempo ideato e realizzato il sistema, la politica si “premura” di garantire le basi legali, il Consiglio Nazionale ha accolto una mozione in questo senso e incaricato il Consiglio Federale (che le stava già preparando) di presentarle entro la prossima sessione alle Camere. Intanto Swiss PT potrà essere usato in modo test e il Consiglio Federale emanerà il 13 maggio un’ordinanza di durata limitata.

L’installazione dell’app rimarrà chiaramente facoltativa, ma affinché diventi efficace dovrà essere usata da un 60% della popolazione, numeri raggiungibili solo se si riuscirà a sensibilizzare e convincere la popolazione ad installarla. Il messaggio dovrà essere chiaro e molto convincente.

Il momento non è dei migliori per app del genere, seppur gran parte di noi ha concesso il via libera incondizionato alle nostre tracce digitali registrate dallo smartphone, il disastro Cambridge Analytics/Facebook ci ha resi più diffidenti ben oltre il razionale.

Occorrerà quindi uno sforzo comunicativo di alta qualità per fugare fakes e spauracchi ed evidenziare i benefici dell’app che può essere un salvavita personale oltre che uno strumento che permetta alla società un più rapido ritorno alla normalità. La sfida non è più tecnologica ma comunicativa.

Chi userà Swiss PT potrà venire a conoscenza se è stato a contatto con una persona infetta, chiaramente solo se quest’ultima usa l’app informando tempestivamente, e viceversa, se dovessimo risultare positivi al test COVID19, per informare, coloro che ci sono stati vicini, come detto senza alcun dato in chiaro ma tutto anonimizzato e crittografato.

Un tracciamento di prossimità rapido che permetterà di interrompere al più presto nuove catene di contagi.