C'è meno pace, è morta la femminista Lidia

C'è meno pace, è morta la femminista Lidia

Dicembre 07, 2020 - 12:18
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Si è spenta questa notte Lidia Menapace, partigiana, femminista, senatrice e attivista per la pace italiana. 

Domani, 8 dicembre, ricorre il quarantesimo dalla morte del "Beatles" John Lennon, papà della celebre canzone "Immagine".

Oggi 7 dicembre, purtroppo invece dobbiamo dare la notizia della morte di Lidia Menapace (nata Lidia Brisca), già partigiana, saggista e senatrice di Rifondazione comunista.

Lidia Menapace è morta stanotte all'ospedale di Bolzano per coronavirus e lascia in eredità un'intera vita dedicata ai suoi ideali. Ecco, forse Lidia Menapace ha incarnato, con le sue lotte e le sue critiche, "Immagine", meglio di chiunque altro.

Menapace muove i primi passi all'università Cattolica del Sacro cuore di Milano, dove esercita con l'incarico di "lettore di lingua italiana e metodologia negli studi letterari".

Nel 1968 lascia la Democrazia cristiana (dopo essere stata la prima donna eletta nel Consiglio provinciale di Bolzano) per passare al Pci, dove resterà molto poco, visto che nel 1969 seguirà Rossana Rossanda, Luigi Pintor e altri per dar vita al gruppo de "Il Manifesto", che dapprima pubblicherà una rivista e poi passerà a diventare un quotidiano.

Militerà nel gruppo politico de "Il Manifesto", il PdUP, Partito di Unità proletaria, per poi passare "nell'orbita" di DP, Democrazia proletaria, ed infine in Prc, Rifondazione comunista (dal 2018 sosteneva "Potere al Popolo").

Molte sono state le battaglie della Menapace, ma femminismo e pacifismo sono stati gli ambiti in cui maggiormente si è impegnata in più di 80 anni di attivismo politico.

È fra le prime ad aderire nei primi anni '70 ai "cristiani per socialismo" (formazione politica italiana che si ispirava a Salvador Allende).

Nell'89 è in prima fila a sostenere la candidatura alla Camera italiana, nelle file di DP, dell'ex prete Eugenio Melandri (poi eletto), voce storica della rivista missionaria "Nigrizia".

Da sempre critica nei confronti del Governo d'Israele e al fianco del popolo palestinese, Menapace nel 1991 si schiererà contro la prima guerra all'Iraq, aderendo all'invito di Padre Balducci per dar vita ad un Comitato contro le Guerre, comitato che fra i suoi promotori aveva il parlamentare verde Edo Ronchi (che pochi anni dopo divenne ministro dell'Ambiente nel primo Governo Prodi), il "moroteiano" Raniero La Valle, i "rifondaioli" Lucio Magri e Lucio Libertini, senza dimenticare "l'infaticabile" Walter Peruzzi, che in seguito diede vita alla rivista "Guerre e Pace" (Comitato contro le Guerre e "Guerre e Pace" si fecero promotori di appelli contro la guerra in Iraq del 1991 firmati, oltre che da molte personalità italiane, anche personaggi come Ramsey Clark, Christa Wolf, Gunter Grass, gli ex ministri di Mitterand, Chevènement e Cheysson,...).

L'impegno femminista di Menapace è stato notevole, dalle battaglie per i diritti delle prostitute al diritto all'aborto.

A 96 anni, stanotte verso le 03.00, Lidia Menapace è morta all'ospedale di Bolzano per complicazioni dovute al covid-19.

Con la morte di Menapace viene a mancare una delle ultime voci del "cattocomunismo", dopo la morte di Lucio Magri, della teologa Adriana Zarri, del socialista Pierre Carniti, di Domenico Jervolino e altri, forse l'ultima "superstite" di questa esperienza politica è l'ex sindacalista Cisl ed europarlamentare per il Prc Luisa Morgantini (che un mesetto fa' ha compiuto 80 anni), oltre al cattocomunista per eccellenza, Mario Capanna.