Cambia il Governo. Chi ci guadagnerà in Borsa?

Cambia il Governo. Chi ci guadagnerà in Borsa?

Settembre 10, 2019 - 07:09
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Corriere Economia ha pubblicato la lista dei 15 titoli che potrebbero crescere di più in Borsa con il nuovo Governo italiano composto da M5S e Pd. Tante banche, un po' di cemento ed edilizia, una "spruzzatina" di energie rinnovabili e per non scontentare il "maestro" di Sergio Ermotti anche un po' di sistemi di sicurezza e difesa.

Ormai lo sappiamo molto bene:  le Borse influenzano i Governi e la politica. È vero. Ma è altrettanto vero che la politica e gli "orientamenti dei governi" influenzano le Borse.
In Italia come tutti sanno, ieri, è stata votata dal Parlamento la fiducia al nuovo Governo, il "Conte 2". E oggi Corriere Economia se ne esce con un articolo che indica i titoli di società quotate a Piazza Affari a Milano (sede della Borsa italiana) che secondo la testata di via Solferino sarebbero favoriti nella loro quotazione da questo cambio di maggioranza.
Quindici società che Corriere Economia indica come le più favorite da questo nuovo Governo M5S e Pd. Prima fra tutte A2A, società ex municipalizzata del comune di Milano (la ex Aem, una delle più antiche aziende di energia elettrica al mondo nata nel lontano 1880), che poi si è fusa con l'ex municipalizzata del comune di Brescia (ASM) e con l'altra ex municipalizzata di Palazzo Marino (la AMSA, che si occupava di raccolta rifiuti per la metropoli lombarda). Insomma l'A2A si occupa di energia, elettricità, gas, raccolta rifiuti, ecc. Un po' quello che fanno le nostre Ail (Lugano) e Amb (Bellinzona). Solo che è molto più grande di quest'ultime. È una cosidetta multiutility (in italiano società multiservizi).
La A2A con i suoi 6 miliardi di fatturato e 300 milioni di utili, sarà, secondo l'inserto di economia del Corriere della sera, uno dei titoli che potrebbe crescere di più in borsa.  Emilio del Bono, sindaco di Brescia e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, entrambi espressione del Pd e veri "padroni" di A2A, ringraziano.
In seconda posizione, terza e quarta, ci sono i titoli di società che operano nel settore finanziario, rispettivamente "Anima Holding" (che si occupa del risparmio gestito), Banca Mediolanum (di Ennio Doris, quello del cerchio negli spot televisivi e della famiglia Berlusconi) e Bpm (Banca popolare di Milano, un'ex cooperativa bancaria trasformata in S.P.A). Tutte e tre sono istituti finanziari con solide radici meneghine.
In quinta posizione c'è la Buzzi Unicem, di Casale Monferrato, Piemonte, il secondo gruppo italiano del cemento (dopo la ex "pesentiana" Italcementi) e uno dei 10 player europei del cemento e affini. La società dei Buzzi, negli anni '90 è cresciuta acquistando le attività del settore della famiglia Agnelli.
In sesta e settima posizione ci sono la Erg (in Ticino conosciuta per qualche sparuto distributore di benzina, come quello di Melide, ma oltre al petrolio è anche molto attiva nella produzione di energia rinnovabile) della famiglia Garrone (quella della Sampdoria) e la "Falck Renewables", spin off nelle energie alternative di quello che fu il colosso Falck (a Milano la rivoluzione industriale l'ha fatta la famiglia Falck, attiva in più settori, ma soprattutto conosciuti per le loro fonderie, acciaierie e tutto quello che ruotava attorno alla siderurgia). Dopo aver riempito la città della Madonnina e hinterland di ciminiere a cavallo fra il 1800 e il 1900, oggi la Falck si è riconvertita alle energie cosidette rinnovabili (e non tutte sono propriamente verdi, vedi gli inceneritori).
In ottava posizione Fincantieri, una delle più grandi imprese al mondo nella costruzione di navi (che anche se è quotata in borsa è ancora controllata dallo Stato italiano), che nei mesi scorsi è stata al centro di uno scontro politico-diplomatico con Parigi e Macron. Se la fusione con la società di costruzioni di navi francesi (anch'essa controllata dallo Stato francese) decollasse seriamente, nascerebbe il più grande costruttore di supernavi al mondo (alla faccia dei giovani che sono andati al Festival di Venezia per manifestare per il clima e contro le meganavi! Se gli operatori di Borsa vedono bene e in crescita un'azienda come Fincantieri, vuol dire che non credono al Pd Franceschini, quando dice: "Niente più meganavi a Venezia!").
In nona posizione ancora una banca, Finecobank, spin off di Unicredit. In decima Leonardo, meglio conosciuta come ex Finmeccanica, la già subholding dell'Iri nella meccanica, che negli anni '80 controllava anche la casa automobilistica Alfa Romeo, oltre che l'Ansaldo, Alenia, Selenia, Oto Melara, ecc. Oggi Leonardo  è un holding controllata dallo Stato italiano (anche se quotata in Borsa), concentrata sulla difesa e l'aerospaziale (gli elicoterri militari Agusta sono suoi, come la Thales Alenia Space) e ha importanti interessi anche in Libia. L'attuale amministratore delegato (succeduto all'ex "ferroviere" Mauro Moretti), Gianni De Gennaro (il "macellaio messicano" capo della polizia di Stato ai tempi del G8 di Genova e della relativa "Bolzanetto") e il suo presidente, Alessandro Profumo (già capo e "creatore" del gruppo Unicredit, nonché "maestro e mentore" del ticinese Sergio Ermotti, oggi capo di Ubs) ringraziano.
Undicesima, dodicesima, tredicesima, quattordicesima e quindicesima, sono rispettivamente "Nexi" (che si occupa di digitalizzazione dei pagamenti), "Openjobmetis" (agenzia interinale di lavoro), "Salini Impregilo" (impresa edile figlia dell'ex Iri Italstat e della "Lodigiani" e conosciuta alle nostre latitudini per il cantiere che non terminava mai della Stabio-Arcisate-Varese), Telecom Italia e infine Ubi, unione banche italiane, società nata da un raggruppamento di piccole e medie banche italiane.
Interessante che secondo i mercati dovrebbe crescere il titolo di un'agenzia interinale di lavoro in un Governo che vede ancora la presenza di Di Maio (colui che era contro allo "jobact" e in difesa dei "bikers"), ma non solo. Si capisce che secondo gli operatori di Borsa questo Governo sarà concentrato sulle opere pubbliche (Buzzi Unicem, Salini Impregilo), sull'energia (A2A, Erg e Falck) e soprattutto sulla finanza-banca-gestione del risparmio (Anima, Fineco, Ubi, Bpm, Banca Mediolanum e in parte Nexi, visto che si occupa si di digitalizzazione, ma dei pagamenti). Senza dimenticare un po' di armi e sistemi di sicurezza.  E tutto con epicentro Milano e la Lombardia (dove a guadagnare saranno anche i comuni lombardi, di Brescia e Milano, azionisti di A2A). Pd (che prende i voti nell'Italia centrale) e M5S (che prende i voti al sud) a quanto pare faranno guadagnare molto bene gli "azionisti padani" Le ex municipalizzate di Roma (in mano politicamente alla Raggi, M5S) o le ex municipalizzate di Bologna, Reggio, Modena, Livorno, Siena, ecc (tutti feudi del Pd) non sono presenti nella classifica! Sicuramente per gli "azionisti padani" è meglio il governo Pd-M5S che Salvini.