Caso Eitan: la Procura ticinese indaga

Caso Eitan: la Procura ticinese indaga

Ottobre 12, 2021 - 14:00
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Il passaggio del bambino su suolo Ticinese lo scorso 11 settembre è oggetto dell'interessamento della Procura, che dovrebbe verificare anche eventuali carenze nei controlli...

Anche la Procura ticinese sta indagando sulla vicenda Eitan, il bambino sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarrone, transitato anche dal Ticino lo scorso 11 settembre. Il nonno è accusato di aver sottratto il bambino alla custodia della zia paterna decisa dalle autorità italiane, per portarlo in Israele, dove entro due settimane è attesa la sentenza in merito alla sottrazione del minore. Quell’11 settembre, secondo quanto emerso inizialmente dai resoconti forniti dai giornali italiani, il bambino, è transitato dal Ticino. Dall’Italia è giunto fino all’aeroporto di Lugano-Agno, dove un jet privato lo ha portato a Tel Aviv. In particolare il Corriere della Sera aveva riferito anche di un controllo di polizia avvenuto in territorio ticinese, nel quale però non erano state riscontrate irregolarità.

Secondo quanto riferisce oggi la RSI il Ministero pubblico sta verificando il passaggio su suolo ticinese del giovane. La Procura ha confermato all’emittente di Comano “che a seguito dei fatti riportati in particolare dai media italiani sono stati disposti degli accertamenti”. Le indagini, che sarebbero solo alla fase iniziale, riferisce la Rsi, sono condotte dal procuratore pubblico Pablo Fäh, e stanno raccogliendo informazioni anche presso lo scalo luganese. Sarebbe da valutare anche se vi siano state eventuali carenze nei controlli. Le disposizioni Schengen prevedono che per i minori accompagnati si debba verificare se la persona che accompagna ha diritto di custodia sul minore, "in particolare nei casi in cui il minore è accompagnato da un solo adulto e vi sono ragionevoli motivi per sospettare che sia stato allontanato illegalmente dalla/e persona/e che ne hanno legalmente la custodia". Secondo ad informazioni dell'emittente di Comano sono state eseguite delle verifiche nel sistema d'informazione Schengen, "ma non c'era ancora alcun allarme che avvertisse del divieto di espatrio del bambino". Elementi che dovranno ora essere valutati dalla magistratura.