Che fine hanno fatto le “eccellenze” ticinesi? Le campagne del PSE…

Che fine hanno fatto le “eccellenze” ticinesi? Le campagne del PSE…

Settembre 30, 2021 - 00:20
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Le campagne del "sì" e del "no" del PSE, strateghi "contigui"? "Mister demografia" e la qualità dell'amministrazione...

La Regione a firma di Alfonso Reggiani e Leonardo Terzi ha pubblicato un articolo in cui si parla dei finanziamenti per la campagna referendaria del Polo sportivo di Lugano e interpella, per i referendisti, Matteo Poretti, che smentisce finanziamenti a “cinque o sei cifre da parte di fantomatici sostenitori” del referendum. 

Noi non siamo in grado di sapere quanto sia il budget dei referendisti e non siamo neppure in grado di sapere esattamente il budget dei sostenitori del PSE. Quello che si può constatare è che la campagna per il “sì” è partita online, ma non solo, già il week end scorso. E si può dedurre che dietro a questa campagna per il “sì” vi siano cifre importanti. 

Non sappiamo se invece i sostenitori del “no” avranno mezzi adeguati (Poretti a LaRegione parla di 8-9mila franchi di budget per l’MPS, che a dire il vero sono molto pochi). Vedremo se la “premiata ditta” liberale Cavadini&Pelli scenderà in campo con cifre molto più generose.

Ma il vero colmo di questa campagna referendaria sul Polo Sportivo è che il fronte del “sì” e il fronte del “no” abbiano consulenti di comunicazione e strateghi pubblicitari molto “contigui”, se non addirittura gli stessi. Vogliamo vedere che alla fine c’è veramente qualcuno che guadagna da entrambi i fronti?

 

 

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Onestamente, ogni tanto siamo disorientati. Noi che eravamo abituati a un Plr che tanto proclamava la “diminuzione del numero dei dipendenti pubblici e meno spesa pubblica”, ci troviamo confusi davanti alla proposta del Plrt, che attraverso il proprio presidente cantonale Alessandro Speziali e la propria capogruppo Alessandra Gianella, hanno lanciato l’idea di creare una nuova figura istituzionale all’interno dell’amministrazione pubblica, con la denominazione di “mister demografia”, che dovrebbe coordinare e stimolare le azioni per far fronte al rallentamento demografico. 

Onestamente, se i parlamentari hanno bisogno di stimoli sulla problematica della diminuzione demografica del nostro Cantone, basta che si leggano i rapporti dell’Ufficio cantonale di statistica, forse un po’ complicati e corposi, ma che dovrebbero essere comprensibili per chi ha deciso di essere classe dirigente di questo cantone. 

Questo Cantone negli anni ’90 aveva, fra le altre cose, due eccellenze nell’amministrazione pubblica: l’Ustat, diretta da Elio Venturelli, che pubblicava la rivista “Dati”, e l’IRE (Istituto di ricerche economiche), quando era diretto da Remigio Ratti, che pubblicava “Periodico”.

Chi è che politicamente ha smantellato queste eccellenze (soprattutto la seconda)???

Chi è colpevole (politicamente) faccia un po’ di autocritica e ripristini esattamente la situazione degli anni ’90. L’abbiamo scritto due giorni fa: la qualità degli alti funzionari e in generale dell’amministrazione pubblica negli anni ’80-’90 era molto più alta. E non è un “destino cinico e baro”, ma è l’esito delle scelte che la politica ha fatto nel selezionare la classe dirigente nell’amministrazione pubblica.

“Piazzare” l’ex capodivisione azione sociale del DSS (“famoso” per Argo1) di area liberale Renato Bernasconi ai vertici della Supsi non l’ha deciso un fantomatico dio, bensì la classe dirigente politica di questo Cantone. “Piazzare” Tiziana Zaninelli (area Ppd) all’Ufficio dell’insegnamento medio (dove una volta c’era un signore di nome Franco Lepori) è altresì una scelta politica. “Piazzare” Tatiana Lurati Grassi (di area Ps, nonché figlia dell’ex presidente cantonale socialista Saverio Lurati) alla Formazione continua è una scelta della classe dirigente politica. “Piazzare” capidivisione come Raffaella Castagnola (capodivisione Cultura) e/o Frida Andreotti (capodivisione Giustizia), che subito dopo la loro nomina hanno bisogno di assistenti con ulteriori competenze (i capidivisione non hanno mai avuto assistenti personali) è una scelta della classe politica di questo Cantone. Come è una scelta politica nominare ceo di partecipate pubbliche come i Casinò persone che non hanno mai avuto esperienze operative in società simili.

Ma la principale colpa di perché la classe politica si può permettere di essere un’“agenzia di collocamento” è della stampa e dei giornalisti, che in questo Cantone non hanno più nessuno spirito critico. D’altronde quale testata ha criticato la nomina di Renato Bernasconi ai vertici della Supsi, dopo il suo ottimo operato al DSS (costato la rielezione a Paolo Beltraminelli)? Noi (e il granconsigliere leghista Massimiliano Robbiani). A tutti gli altri si vede che andava bene. Neanche il Mattino della domenica fece un “cip” quando Tatiana Lurati Grassi è stata nominata capo della Formazione per adulti e nessuna testata ha avuto da ridire sul fatto che ad interim il Casinò fosse gestito dal ceo (di area leghista) Gianmaria Frapolli, per poi passare al (sempre leghista) Paolo Sanvido.

E Coduri come cancelliere dello Stato e Stefano Mossi, qualcuno ha detto qualcosa? No. Evidentemente va bene così. 

Allora prepariamoci a nominare un nuovo “mister demografia”. D’altra parte siamo riusciti a creare le figure di “valley manager” e possiamo anche inventare “mister demografia”.