"Che riposi in pace". Marcia funebre per la Giustizia

"Che riposi in pace". Marcia funebre per la Giustizia

Novembre 06, 2021 - 19:58
Posted in:

Questa sera a Lugano un lungo corteo funebre ha dato “l’ultimo saluto” alla Giustizia ticinese, secondo i promotori passata a "miglior vita" con il decreto d’abbandono sulla demolizione del Macello…

Un lungo corteo ha accompagnato questa sera per le vie di Lugano, con fiaccole, crisantemi e messaggi di cordoglio, il feretro della Giustizia ticinese. A lasciarci e passare a miglior vita, per così dire, non è stata una persona, ma appunto la Giustizia, secondo i promotori dell’odierna e ironica manifestazione, organizzata dal collettivo “Ti aspetto fuori” (nato per contestare un altro decreto d’abbandono, quello sul caso Argo 1) guidato da Michel Venturelli.

L’occasione per dare “l’ultimo saluto” alla Giustizia è stato il decreto d’abbandono prospettato dalla Magistratura in merito alla demolizione dell’ex Macello, avvenuta nella notte fra il 29 e il 30 maggio scorso (ma ipotizzata già a marzo, si è appreso dalle rivelazioni giornalistiche), sede del centro sociale “Il Molino”. Come noto sul procedimento penale, che verteva sulle ipotesi di reato di violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell'arte edilizia, infrazione alla Legge federale sulla protezione dell'ambiente, abuso di autorità e danneggiamento, è stato prospettato dal Ministero pubblico un decreto d’abbandono.

L’intento satirico dell’iniziativa si evinceva già dal volantino che convocava alla veglia funebre (“Il corteo funebre si terrà nel pieno rispetto delle regole luganesi, quindi a c… , ognuno come gli pare. No scherziamo (…)”, si leggeva). Scherzi a parte, la marcia funebre si è svolta come previsto in modo ordinando, percorrendo gli spazi pedonali, da Piazza Riforma fino all’entrata del Palazzo di Giustizia, dove è stata deposta la bara della Giustizia e dove diverse persone hanno voluto deporre un fiore o accendere un lumicino. A seguire il corteo funebre c’erano almeno 250 persone, di tutte le età. Gli esponenti politici si contavano però sulle dita di una mano (c’erano i consiglieri comunali dei Verdi di Lugano, autori della denuncia sulla demolizione, Niccolò Castelli e Nicola Schönenberger, il socialista Adriano Venuti, il già granconsigliere Gerri Beretta Piccoli, e pochi altri).

Un corteo funebre, è stato detto in un breve discorso dai promotori, fatto con l’intento di “divertirsi”, senza farsi troppe illusioni che, nonostante la presenza sopra le aspettative, possa effettivamente servire a cambiare qualcosa. Una "dipartita" che tuttavia, per molti dei presenti, pare lasciare troppe domande aperte...