Chi deve chiudere e chi no. Disparità di genere?

Chi deve chiudere e chi no. Disparità di genere?

Febbraio 15, 2021 - 14:09
Posted in:

Un'azienda di vendita di prodotti tessili lamenta il diverso trattamento rispetto ad altri settori. “Le misure non sono razionalmente comprensibili e spesso arbitrarie”. 

In base alle attuali disposizioni introdotte per frenare la pandemia non solo vi sono delle differenziazioni fra varie categorie di strutture aperte al pubblico, ma anche all’interno di categorie come i negozi, valgo regole differenti a secondo della tipologia.

Differenze che si faticano spesso a comprendere e che per i diretti interessati risultano come una disparità di trattamento rispetto ad altre attività economiche.

La Neue Zürcher Zeitung riferisce oggi di uno di questi casi. Si tratta dell’azienda Créasphère, specializzata nella vendita di tessuti e tende, attualmente attiva con 11 negozi in Svizzera (tre hanno dovuto chiudere a causa delle conseguenze della prima ondata). Questi negozi non rientrano nella categoria di quelli che sono esentati dall’obbligo di chiusura, come ha spiegato l’imprenditore Thomas Isler, proprietario dell’azienda, alla Nzz. L’azienda ha così deciso di inviare una lettera aperta al Consiglio federale, in cui chiede che anche i negozi di tessuti siano inseriti in quelli esclusi dall’obbligo di chiusura, sollevando anche una questione di genere. La Créasphère, che vede diverse donne impiegate, anche i ruoli dirigenziali, ha evidenziato che ad esempio i negozi di ferramenta (che hanno un pubblico tendenzialmente maschile) possono rimanere aperti, mentre non invece i negozi di tessuti e cucito (frequentati in prevalenza da donne). Tanto più che, spiega l’imprenditore, “i tessuti e gli accessori per il cucito incoraggiano la popolazione a rimanere a casa e perseguire il proprio hobby”. “Le misure non sono razionalmente comprensibili e spesso arbitrarie”, dichiara Isler al giornale.