Cileni e curdi assieme in piazza, contro l'oppressione dei popoli

Cileni e curdi assieme in piazza, contro l'oppressione dei popoli

Novembre 03, 2019 - 21:19
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Ieri a Bellinzona si è manifestato in solidarietà con il Cile, dove l’esercito presidia le strade dopo l’ondata di proteste, e con i curdi, vittime dell’aggressione turca.

In diverse centinaia ieri a Bellinzona hanno sfilato da Viale Stazione a Piazza Governo, sotto il colore delle bandiere cilene, ma anche di quelle curde. 
Nei giorni in cui in Svizzera si votava per le elezioni federali nel Paese sudamericano l’esercito ha iniziato a presidiare le strade con blindati e militari, per far rispettare il coprifuoco imposto dal presidente Sebastian Pinera in seguito alle proteste che hanno portato in piazza migliaia di persone. Per il Cile è la prima volta dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet che l’esercito viene utilizzato in maniera così massiccia e da molti il ritorno dei militari sulle strade è stato letto come un pericoloso ritorno al passato.
Cosi anche la comunità cilena in Ticino ha deciso di scendere in piazza in solidarietà con i propri connazionali. Non lo ha fatto da sola. A Bellinzona ieri erano presenti a manifestare anche molti esponenti della sinistra ticinese, come la consigliera nazionale Ps Marina Carobbio, il leader del Forum Alternativo Franco Cavalli, il segretario di Unia Giangiorgio Gargantini, il leader dello sciopero delle Officine Gianni Frizzo, vari esponenti esponenti del Partito socialista, del Pop (Partito operaio popolare), del collettivo “Io l’8 ogni giorno” e del Pc. C’erano pure molti esponenti della comunità curda in Ticino, che si è mobilitata anch’essa in solidarietà dei cileni e dei propri “fratelli” nel Kurdistan. Nei discorsi tenuti in Piazza Governo, in diversi hanno voluto sottolineare la similitudine fra la situazione del popolo curdo e cileno, popoli oppressi, entrambi in lotta per la propria libertà e per la giustizia sociale, anche se in contesti ovviamente diversi. 
Le proteste in Cile sono scoppiate in seguito all’aumento dei prezzi del trasporto pubblico. Dalla Piazza, dove hanno parlato, fra gli altri, la consigliera nazionale Carobbio, Cavalli, il segretario del Pop Leonardo Schmid, per la comunità cilena Hector Pabst, sono stati denunciati gli abusi commessi dall’esercito, le politiche liberiste di Pinera che colpiscono il popolo e la sospensione delle libertà democratiche. Sono state ribadite anche le rivendicazioni che animano ora la protesta dei cileni: le dimissioni di Pinera e una nuova Costituzione per il Cile, in cui è ancora in vigore quella del 1980 varata sotto il regime militare di Pinochet.