Cinzia Marini - Licenziamenti: un attacco alla dignità

Cinzia Marini - Licenziamenti: un attacco alla dignità

Settembre 04, 2019 - 18:54
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In questi ultimi mesi sono venuta a conoscenza di licenziamenti avvenuti con particolare modalità in diverse aziende, riferiti da persone sconvolte, un fenomeno che evoca problemi personali e sociali.

Ho incontrato persone che hanno lavorato anche più di trent’anni presso un’azienda, fedeli e devote, senza un giorno di malattia, contribuendo nelle loro possibilità allo sviluppo dell’impresa, che sono state convocate in ufficio per essere licenziate sul posto e nell’immediato.

Spesso obbligate a firmare un documento che attesti l’accettazione del provvedimento, devono svuotare scrivanie e armadietti, consegnare il badge e ritirarsi senza nemmeno la possibilità di salutare i colleghi, come nei licenziamenti per colpa.

A parte il problema del licenziamento, che molte persone sentono come ingiusto, è grave la modalità descritta. Scompare improvvisamente la considerazione di dignità e umanità.

Resta poi il fatto che la maggior parte delle persone licenziate, per motivi riferibili al budget delle ditte, hanno più di cinquant’anni, il che rende praticamente impossibile trovare un nuovo lavoro. La probabilità maggiore è che finiscano in assistenza, la peggiore che si ammalino per la preoccupazione e l’attacco alla dignità personale.

Pensiamo poi che tutto ciò avviene mentre a livello politico si discute di spostare l’età di pensionamento a 67 anni…

Cinzia Marini
Co Presidente Donne PPD
Comano