Con gli accordi di libero scambio si risparmiano miliardi, spiega la SECO

Con gli accordi di libero scambio si risparmiano miliardi, spiega la SECO

Febbraio 15, 2021 - 15:11
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La SECO rende note le cifre dei risparmi in termini di dazi alle importazioni per le aziende che nel 2019 hanno potuto beneficiare della presenza di un accordo di libero scambio. A beneficiarne in particolare sono le PMI. 

Gli accordi di libero scambio (ALS) permettono alle aziende di risparmiare sui dazi all’importazione, per un totale che nel 2019 corrisponde a 2 miliardi di franchi. Mentre è aperto il dibattito sulla votazione del prossimo 7 marzo sull’accordo di libero scambio con l’Indonesia, la Seco ha pubblicato oggi i dati di un’analisi condotta in collaborazione con l’Università di San Gallo. Stando a quello studio, “grazie agli accordi di libero scambio (ALS), nel 2019 le aziende svizzere hanno risparmiato complessivamente più di 2 miliardi di franchi sui dazi all’importazione”  “i maggiori risparmi (1134 mio. fr.) sono stati realizzati dalle piccole e medie imprese (PMI)”. Stando all’analisi “più di 140’000 imprese hanno beneficiato di aliquote di dazio ridotte in virtù di un ALS. Circa 55’000 aziende sono riuscite a sfruttare i vantaggi degli ALS per tutte le loro transazioni”, come spiega oggi la Seco in un comunicato.

Si tratta quello pubblicata oggi “dell’approfondimento di uno studio precedente, pubblicato l’11 agosto 2020, inerente al grado di utilizzo degli ALS: l’analisi di nuovi dati concernenti le transazioni rivela che le piccole imprese vi ricorrono in misura maggiore rispetto alle grandi aziende. Queste ultime (cioè le imprese con più di 250 collaboratori) nel 2019 sono riuscite a risparmiare circa 728 milioni di franchi, mentre le PMI hanno raggiunto i 1134 milioni di franchi. Dei restanti risparmi sui dazi (221 mio. fr.) hanno beneficiato aziende di cui non si conoscono le dimensioni”. “Se si considerano tutte le imprese, la quota di risparmio (ossia la quota di risparmi potenziali effettivamente realizzata) è stata dell’84 per cento”, spiega la Seco.

“L’analisi mostra anche che le aziende si avvalgono degli ALS soprattutto se possono realizzare risparmi doganali consistenti: in altri termini, ricorrono agli ALS quando il margine preferenziale (la differenza tra l’aliquota di dazio normale e quella preferenziale) è elevato”, spiega il Comunicato. “Però il grado di utilizzo degli ALS supera il 71 per cento anche se il margine preferenziale è soltanto di due punti percentuali; se il margine preferenziale raggiunge i 10 punti percentuali, il grado di utilizzo degli ALS supera addirittura l’85 per cento. Il fatto che non si raggiunga il 100 per cento è dovuto presumibilmente ai costi aggiuntivi che il ricorso agli ALS comporta”.

 

Segue il comunicato stampa.

L’analisi fornisce inoltre alcune indicazioni utili in relazione a questi costi: ad esempio, le società che hanno già fatto ricorso una prima volta a un ALS, tendono poi a seguire questa procedura con maggiore frequenza rispetto alle altre aziende. Ciò potrebbe significare che l’utilizzo di un ALS, oltre che a quelli variabili, è associato a costi iniziali derivanti, ad esempio, dalla necessità di familiarizzarsi con le regole di origine: una volta sostenuti questi costi, di solito si sceglie il regime preferenziale.

Alla luce dei nuovi dati, la SECO contatterà i rappresentanti dei settori interessati per cercare di identificare e se possibile rimuovere gli ostacoli all'uso delle aliquote preferenziali degli ALS.

La SECO ha peraltro provveduto ad aggiornare la documentazione relativa agli ALS (FHA-Monitor, disponibile in tedesco, francese e inglese), che ora comprende anche i dati concernenti gli anni 2016‒2019. Si tratta delle principali informazioni inerenti ad ogni ALS della Svizzera, sotto il profilo dell'importazione e dell'esportazione nonché degli indicatori corrispondenti.