Con la scusa dei suprematisti, ora arriva il Grande Fratello

Con la scusa dei suprematisti, ora arriva il Grande Fratello

Agosto 17, 2017 - 19:06

Le "big companies" della tecnologia e dei media si arrovellano in cerca di un modo "politically correct" per censurare i post con contenuti d'odio, razzismo e violenza. È notizia di poche ore fa che il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, dopo i tragici avvenimenti di Charlottesville, dove una donna è morta investita da un militante di estrema destra, ha deciso di stringere le maglie del suo social network. "E' triste che dobbiamo ancora dire che i neonazi ed i suprematisti bianchi sono nel torto, come se la cosa non fosse ovvia: di fronte alla prospettiva di nuove manifestazioni noi controlleremo attentamente la situazione e rimuoveremo le minacce di violenza fisica".

Era notizia dello scorso maggio invece che Google avrebbe intenzione di affidarsi addirittura all'intelligenza artificiale per bloccare i post "tossici", con un algoritmo in grado di "riconoscere" i contenuti da eliminare.

Noi ci chiediamo però fino a che punto potranno spingersi Google, Facebook&Co, nel loro tentativo di controllare quello che viene pubblicato. Oggi ad essere censurati sono i neonazi e i suprematisti, domani, chissà... che sia l'inizio dell'era di un Grande Fratello globale, dove sono le "big companies" (e i loro algoritmi) a decidere cosa possiamo scrivere, pubblicare, leggere e vedere?

Di seguito l'articolo che pubblicammo a marzo.

10 marzo 2017
 
Jigsaw, l'incubatore tecnologico di Alphabet (il megagruppo a cui fa capo Google), che si occupa di sicurezza in rete, dalle strutture in difesa della libertà di parola fino alla lotta all'estremismo online, ha partorito un nuovo prodotto basato sull'intelligenza artificiale. Si tratta di Perspective, una piattaforma che sfrutta il machine learning (algoritmi in grado di "apprendere") per bloccare commenti e post contenenti insulti, minacce o semplicemente del linguaggio scurrile. 
 
Il sistema non è basato come altri simili già ideati su una lista di parole off-limits, ma bensì confronta ogni singolo post con una database di altri giudicati "tossici" e gli assegna un punteggio in base al grado di similitudine. 
 
È addirittura possibile segnalare questo punteggio "in diretta", mentre l'utente sta scrivendo su un blog il suo contributo.