Consiglio nazionale: le commissioni chiedono la riapertura il 22 marzo

Consiglio nazionale: le commissioni chiedono la riapertura il 22 marzo

Febbraio 27, 2021 - 16:13
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Anche la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio Nazionale chiede la riapertura dei ristoranti il 22 marzo, oltre ad ulteriori allentamenti. 

La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio Nazionale (CET-N) chiede la riapertura dei ristoranti a partire dal prossimo 22 marzo, accanto a strutture dei settori della cultura, dell’intrattenimento, del tempo libero e dello sport. La Commissione propone inoltre una nuova disposizione secondo cui il Consiglio federale può concedere ai Cantoni delle deroghe alle misure in caso di situazione epidemiologica favorevole. La Commissione chiede anche l’abrogazione del limite massimo di 5 persone per le riunioni anche negli spazi chiusi.

Il voto sui ristoranti è stato preso con 12 voti contro 11 e 1 astensione, come ha informato la stessa commissione con un comunicato. “La CET-N propone alla sua Camera di recepire nella legge COVID-19 due pertinenti articoli, accogliendo una proposta della CSSS-N (Commissione sanitaria, ndr). La maggioranza della Commissione ritiene che la situazione epidemiologica consenta la riapertura delle strutture menzionate e che, vista l’evoluzione positiva, non sia responsabile tenere ulteriormente sulle spine la vita sociale ed economica”, si legge. “Una minoranza propone di respingere queste disposizioni ritenendo che esse impedirebbero al Consiglio federale di reagire in modo flessibile all’evolvere della pandemia. Con 14 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione ha trasmesso una dichiarazione del Consiglio nazionale che invita il Consiglio federale ad adeguare la sua strategia e a intraprendere ulteriori allentamenti”, si legge. “Un’intensificazione dei test e la campagna vaccinale dovranno permettere di aumentare le aperture e di diminuire i divieti”, si legge. “Oltre alle aperture menzionate a partire dal 22 marzo 2021, la regola delle riunioni con un massimo di 5 persone dovrà essere abrogata anche per gli spazi chiusi; l’utilizzo delle terrazze per il take-away dovrà essere consentito e occorre una pianificazione sicura per i grandi eventi culturali e sportivi”.
Inoltre “con 14 voti contro 9 e 1 astensione la Commissione propone una disposizione che autorizza il Consiglio federale a ordinare misure quali la chiusura di infrastrutture pubbliche o l’obbligo dell’home-office in casi eccezionali motivati per al massimo 90 giorni. Essa propone inoltre, con 13 voti contro 10 e 2 astensioni, che l’informazione al pubblico in merito alle misure emanate dal Consiglio federale a seguito del COVID-19 sia rilasciata esclusivamente dal Consiglio federale e dal Parlamento. Senza controproposte la CET-N si allinea alla proposta della Commissione omologa, secondo la quale la Confederazione deve promuovere l’esecuzione dei test COVID-19 e farsi carico dei costi scoperti”.

“Con 15 voti contro 10 la Commissione propone una nuova disposizione secondo la quale il Consiglio federale può concedere ai Cantoni, che presentano un’evoluzione epidemiologica positiva e una strategia vaccinale e in materia di test, agevolazioni rispetto alle misure ordinate a seguito del COVID-19”.
“Riguardo all’assicurazione contro la disoccupazione, la proposta del Consiglio federale di aumentare di 66 giorni il numero massimo delle indennità giornaliere non ha dato adito a contestazioni. Per quanto concerne la disoccupazione parziale la Commissione auspica, con 17 voti contro 7, che il disciplinamento applicabile ai redditi modesti sia prorogato non fino alla fine del mese di giugno 2021, come proposto dalla Commissione omologa del Consiglio degli Stati, bensì fino a fine dicembre 2021. Come la CET-S, anche la CET-N propone inoltre, con 14 voti contro 11, che la soppressione del termine di preannuncio per la disoccupazione parziale entri in vigore retroattivamente al 1° settembre 2021. Infine, quando una domanda di aiuto COVID-19 (disoccupazione parziale, perdita di guadagno, casi di rigore, aiuto settoriale) non può essere evasa entro 30 giorni per difficoltà di calcolo del diritto all’aiuto inerenti alla natura stessa delle attività del beneficiario, la Commissione propone, con 13 voti contro 10 e 1 astensione, che le autorità competenti procedano senza indugio ad anticipi in base a una soluzione semplificata”.
“In materia di aperture domenicali dei negozi la Commissione si è allineata, con 15 voti contro 10, alla proposta della Commissione omologa del Consiglio degli Stati volta a permettere ai Cantoni di fissare nel 2021 e nel 2022 un numero massimo di 12 domeniche all’anno. Al fine di evitare che imprese o privati stranieri agiati possano sfruttare le difficoltà finanziarie delle aziende svizzere acquistando a prezzi bassi gli immobili di queste ultime, la Commissione ha pure approvato, con 13 voti contro 11 e 1 astensione, una proposta intesa a modificare la Lex Koller in modo da sottoporre ad autorizzazione simili acquisti fino a due anni dopo la fine della situazione particolare o straordinaria ai sensi della legge sulle epidemie”.
“Con 14 voti contro 9 la Commissione propone inoltre di sancire in un nuovo articolo che, per ricevere i contributi finanziari della Confederazione, è necessario produrre una prova dettagliata delle perdite finanziarie subite. In particolare la Confederazione non fornisce alcun contributo finanziario al reddito di base cantonale”.
“Allo scopo di agevolare l’esercizio dei diritti popolari in questo periodo di pandemia, la CET-N ha accettato, con 24 voti contro 0 e 1 astensione, la proposta della CIP-N secondo la quale la Cancelleria federale deve poter assumere l’attestazione del diritto di voto non soltanto per i referendum ma anche per le iniziative popolari. Infine, per quanto concerne la custodia complementare alla famiglia, la Commissione ha pure approvato, con 13 voti contro 11 e 1 astensione, la proposta del Consiglio federale di estendere il sostegno federale alle istituzioni di custodia gestite dagli enti pubblici.
Per mancanza di tempo la Commissione non è riuscita a esaminare gli articoli riguardanti i casi di rigore e la cultura. I progetti 2 e 3 saranno trattati quindi giovedì 4 marzo in occasione di una seduta supplementare”.
“Da ultimo, con 17 voti contro 6 e 2 astensioni la Commissione ha approvato una lettera indirizzata al Consiglio federale che lo invita a modificare le direttive relative al Fondo Suisseculture Sociale e l’ordinanza COVID-19 cultura in modo da consentire un sostegno immediato e adeguato dei bisogni degli operatori culturali nella situazione di crisi. In particolare, nel calcolo del reddito occorre prevedere un importo mensile destinato al proprio mantenimento, considerare la sostanza in misura più contenuta e aumentare il limite della sostanza. Devono inoltre poter essere concesse prestazioni senza attendere la comunicazione di altri servizi d’esecuzione e fatte valere anche le perdite finanziarie in relazione ad attività diverse da quelle culturali indipendenti”.