Contagi e distrazioni di massa. E poi ogni tanto qualcuno “sbaglia mira”…

Contagi e distrazioni di massa. E poi ogni tanto qualcuno “sbaglia mira”…

Febbraio 27, 2020 - 20:50
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La politica dice la sua e chiede risposte sul covid-19. In Ticino si interpellano le autorità, in Italia si scontrano. 

Se è vero che con il coronavirus si parla meno di politica, la politica di certo parla di coronavirus. In Ticino diversi esponenti politici hanno utilizzato gli strumenti parlamentari per dire la loro sul virus. 
 
Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri alla Berna federale ha chiesto se non fosse il caso di chiudere le frontiere con l'Italia, come ha fatto il granconsigliere democentrista Tiziano Galeazzi. 
 
Anche i socialisti hanno fatto pervenire al Consiglio di Stato la loro "richiesta di informazioni supplementari". A Lugano, la candidata al Municipio Plr Karin Valenzano Rossi ha chiesto cosa fanno le autorità luganesi. 
 
Come fatto notare sui social dalla candidata al Municipio Plr, Morena Ferrari Gamba, "fare interpellanze sapendo che le risposte arrivano solo fra un mese" potrebbe non avere molto senso (tanto più che eventuali risposte sul virus vengono comunicate in ogni caso pubblicamente dalle autorità, attraverso tutti i canali possibili e immaginabili e non sono certo un "segreto" che si può svelare solo tramite atti parlamentari). Va da sé pure che le interpellanze/interrogazioni sono utilizzate da tutti i partiti per lanciare messaggi e "smuovere le acque", più che per avere risposte. 
 
Il municipale leghista Michele Foletti ha invece risposto a Valenzano scrivendo su Twitter che "il Municipio di @luganomycity (sarebbe Lugano, ndr) ha piena fiducia nel dicastero di #MicheleBertini che si occupa della protezione della popolazione", aggiungendo, "@KarinValenzano non preoccupi inutilmente i nostri concittadini". 
 
Seguendo la logica di sopra: Valenzano non ha abbastanza confidenza con il vicesindaco Plr per avere direttamente delle "risposte" alle sue preoccupazioni? Oppure il suo era un "messaggio" a Bertini? Terza ipotesi, quella di un grossolano "errore di mira”...
 
 
 
 
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Il Governatore della Lombardia Attilio Fontana ieri ha annunciato in diretta Facebook che "vivrà in auto-isolamento" (vedi qui). Si è così appreso che una collaboratrice di Fontana è risultata positiva al coronavirus (lui invece per ora è risultato negativo al test e a quanto ci è dato sapere non presenta sintomi). 
 
L'uscita di Fontana ha così oscurato le polemiche per le parole del premier italiano Giuseppe Conte, che ha dichiarato che in un ospedale lombardo "c’è stata una gestione a livello di una struttura ospedaliera non del tutto propria, secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo sicuramente ha contribuito alla diffusione" del virus. Insomma, una critica nemmeno tanto velata alla gestione lombarda del virus, che infatti ha suscitato la reazione isterica dell'assessore al Welfare di Fontana, Giulio Gallera: "attacco ignobile", "persona ignorante", "totale incapacità", alcuni degli epiteti rivolti dall'assessore all'indirizzo del premier. Si è appreso poi il giorno dopo dai media della vicina penisola che pure la Magistratura italiana ha aperto un incarto sulla gestione del virus negli ospedali lombardi. 
 
Ma mica si vorrà attaccare un "poveretto" costretto a un drammatico auto-isolamento per le sue nomine ai vertici degli ospedali lombardi, no?