Conti federali ancora una volta sopra le attese (ma non è più una "sorpresa")

Conti federali ancora una volta sopra le attese (ma non è più una "sorpresa")

Febbraio 19, 2020 - 14:56
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Stando al Consuntivo 2019 della Confederazione (non ancora definitivo), quest'anno la Confederazione chiuderà i conti con 3,1 miliardi di franchi (3,6 considerando anche le entrate straordinarie), ben oltre gli 1,2 miliardi preventivati. 

Immancabilmente i conti della Confederazione chiudono il 2019 in utile, con un'eccedenza superiore a quanto preventivato. Si conferma la tendenza che da quasi un qundicennio vede i conti della Confederazione non solo chiudere in utile, ma migliorare il proprio risultato a consuntivo rispetto a quando indicato a preventivo. È dal 2006 che, ad eccezion fatta per il 2014, i consuntivi hanno registrato utili di vari miliardi superiori ai preventivi. Nel corso degli ultimi anni non sono mancate critiche a questa prassi "prudenziale" nei preventivi e proposte di impiego per i costanti utili delle finanze federali. Sicuramente anche i dati del 2019 riaccenderanno il dibattito. 
 
 
Come ha fatto sapere oggi il Dipartimento federale delle finanze in un comunicato stampa "il bilancio della Confederazione chiude anche l’esercizio 2019 con un’eccedenza ordinaria elevata pari a 3,1 miliardi di franchi, a fronte degli 1,2 miliardi preventivati". 
 
"Il risultato più positivo è dovuto in egual misura alle maggiori entrate e alle minori uscite", si legge. "Le entrate supplementari più consistenti provengono soprattutto dall’imposta preventiva e dall’imposta federale diretta. Il prodotto dell’imposta sul valore aggiunto è invece rimasto al di sotto delle attese". 
 
Nella seduta del 19 febbraio 2020 il Consiglio federale è stato informato sul risultato provvisorio del consuntivo.  "Al contempo l’Esecutivo ha  fissato il quadro politico-finanziario per il prossimo processo di preventivazione", prosegue il comunicato. "Le  previsioni per gli anni 2021–2023 sono stabili. Per il 2019 era stata preventivata un’eccedenza di 1,2 miliardi. Le proiezioni di giugno e settembre delineavano già un miglioramento, poi confermato".  
 
Nel 2019 le entrate sono state di 0,9 miliardi superiori alle attese (+1,2 %), spiega la Confederazione. L’imposta preventiva e l’imposta federale diretta prelevata sugli utili delle imprese hanno prodotto entrate supplementari rispettivamente di 1,3 e 0,5 miliardi. 
"La Confederazione ha quindi tratto profitto dal buon andamento economico del 2018. L’imposta sul valore aggiunto è invece rimasta chiaramente al di sotto dei valori di preventivo (-0,9 mia.)", si legge. Una differenza che "si spiega con la crescita nettamente inferiore alle previsioni dell’economica nominale (+1,3 % anziché +2,7 %)". 
 
Per quanto riguarda le uscite "sono state di 0,9 miliardi inferiori ai valori preventivati (-1,3 %), in linea con la media degli ultimi 10 anni". 
"Le minori uscite riguardano principalmente il settore di compiti Previdenza sociale (-0,6mia.), in particolare nell’ambito della migrazione grazie a un numero inferiore di richieste d’asilo, e nel settore  di compiti Sicurezza (-0,3 mia.), nel quale si osserva un calo delle uscite per l’armamento", prosegue il comunicato. "Soltanto le uscite del settore Finanze e imposte hanno superato i valori preventivati (+0,3 mia.), poiché le partecipazioni dei Cantoni sono aumentate a seguito delle maggiori entrate della Confederazione". 
 
"Nel bilancio straordinario sono state contabilizzate entrate pari a 541 milioni, riconducibili al ricavato dell’asta delle frequenze di telefonia mobilie per la rete 5G (376 mio.), alle multe della Commissione della concorrenza (139 mio.) e alle ulteriori entrate provenienti dalla liquidazione concordataria di Swissair (25 mio.). Tenuto conto delle entrate straordinarie, l’eccedenza ammonta a 3,6 miliardi. Il risultato del consuntivo non è ancora stato verificato dal Controllo federale delle finanze ed è quindi provvisorio. 
 
Segue il comunicato.
 
 
Rivalutazione dell’accantonamento per l’imposta preventiva 
Dal 2007 nel bilancio viene costituito un accantonamento per le istanze di rimborso dell’imposta preventiva attese. Dal 2017 questo accantonamento viene esposto anche nel conto di finanziamento, in modo da tenere conto del fatto che il rimborso dell’imposta preventiva può  essere chiesto anche nei tre anni successivi all’anno fiscale di riferimento. Il modello di stima per questo accantonamento è stato aggiornato nel 2019 e in tale occasione è emerso che una parte consistente dei rimborsi dell’imposta preventiva viene chiesta più tardi di quanto inizialmente ipotizzato. Il nuovo modello di stima prevede pertanto un fabbisogno di accantonamento sensibilmente maggiore. Per consentire la comparabilità con l’anno precedente, le cifre del  2018 sono state adeguate su base retroattiva. L’adeguamento riguarda soprattutto l’accantonamento iscritto a bilancio. L’impatto sull’evoluzione delle entrate è esiguo (valore adeguato per il 2018: 7,9 mia. invece di 7,7 mia.). Con il nuovo modello di stima le entrate nette dell’imposta preventiva dal 2007 sarebbero state complessivamente inferiori di 1,9 miliardi.
 
 
La situazione politico-finanziaria
 In occasione della sua seduta, il Consiglio federale ha inoltre fissato il quadro finanziario per il nuovo processo di preventivazione. Le cifre aggiornate per il periodo 2021–2023 presentano per il 2021 un’eccedenza strutturale di 1,1 miliardi, a fronte degli 1,0 miliardi previsti nel piano finanziario di legislatura. Le prospettive rimangono pertanto stabili. Lo stesso vale anche per gli anni 2022 e 2023. Nella pianificazione finanziaria per il 2023 non si è tenuto conto della  riforma dell’imposizione delle coppie e delle famiglie (eliminazione della «penalizzazione del matrimonio»), poiché il Parlamento ha rinviato la riforma al Consiglio federale.