Contrazione a gennaio per il commercio al dettaglio, ma "volano" ancora gli alimentari)

Contrazione a gennaio per il commercio al dettaglio, ma "volano" ancora gli alimentari)

Marzo 01, 2021 - 14:50
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L'UST ha pubblicato le statistiche relative al commercio al dettaglio a gennaio. Si registra un calo nei settori chiusi dalle disposizioni federali, mentre prosegue il "boom" degli alimentari. 

Nel primo mese dell’anno il commercio al dettaglio ha conosciuto una contrazione rispetto al 2020. Al netto delle variazioni stagionali le cifre d’affari hanno presentato una diminuzione del 4,9% a gennaio 2021 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

È quanto emerge dalle statistiche pubblicate oggi dall’ufficio federale di statistica (UST).

“Nel mese di gennaio 2021 le cifre d’affari del commercio al dettaglio corrette in base all’effetto dei giorni di vendita e dei giorni festivi sono diminuite dello 0,5% in termini reali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente”, spiega l’UST. “L’andamento in termini reali tiene conto del rincaro. Rispetto al mese precedente le cifre d’affari del commercio al dettaglio destagionalizzate hanno presentato un calo del 5,3% in termini reali”.

Il grosso delle perdite si ha avuto nel comparto non alimentare, dove diversi negozi risultavano chiusi in base alle disposizioni del consiglio federale. Il commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacchi invece ha registrato un aumento delle cifre d’affari del 13,7% in termini nominali (in termini reali: +13,9%), “mentre il comparto non alimentare ha registrato un calo del 10,4% in termini nominali (in termini reali: –10,1%)”, spiega l’UST. “I rami maggiormente colpiti dai provvedimenti imposti dalle autorità per arginare la seconda ondata di COVID-19 sono stati: «altri prodotti (articoli di abbigliamento, medicinali, orologi e articoli di gioielleria)» (–19,2%; in termini reali: –18,9%), «articoli culturali e ricreativi» (–14,6%; in termini reali: –15,1%) e «altri oggetti di uso domestico in esercizi specializzati» (–7,2%; in termini reali: –7,4%). Sono invece state registrate cifre d’affari positive nei rami «apparecchiature di informazione e comunicazione» (+32,3%; in termini reali: +41,0%) e «bancarelle del mercato, commercio per corrispondenza e attraverso Internet» (+21,8%; in termini reali: +21,9%)”.

“Dopo la correzione in base all’effetto dei giorni di vendita e dei giorni festivi, nel mese di gennaio 2021 il commercio al dettaglio, distributori di benzina esclusi, ha registrato un aumento delle cifre d’affari pari all’1,0% in termini nominali rispetto a gennaio 2020 (in termini reali +1,3%). Per i distributori di benzina, invece, risulta un calo delle cifre d’affari pari al 22,2% (–16,4% in termini reali)”.

“Al netto delle variazioni stagionali, nel mese di gennaio 2021 il commercio al dettaglio, distributori di benzina esclusi, ha registrato una riduzione delle cifre d’affari del 5,1% in termini nominali rispetto a dicembre 2020 (in termini reali: –5,5%). Nel commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacchi le cifre d’affari sono regredite dell’1,2% in termini nominali (in termini reali: –0,9%), nel comparto non alimentare hanno presentato una diminuzione dell’11,0% (in termini reali: –11,6%)”.