Coronavirus: provvedimenti supplementari in Svizzera

Coronavirus: provvedimenti supplementari in Svizzera

Febbraio 24, 2020 - 14:34
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Il consigliere federale Alain Berset ha comunicato oggi le misure supplementari previste per contrastare il focolaio di contagio da coronavirus. Confederazione e Cantoni si preparano all'eventualità che il virus arrivi anche in Svizzera, anche se non ci sono ancora casi confermati. Nel pomeriggio si attende l'esito della riunione del gruppo di coordinamento del Dipartimento sanità e socialità ticinese.

Dopo l'aumento dei numero di casi rilevati negli scorsi giorni nella vicina Italia, in conferenza stampa il consigliere federale Alain Berset, a capo del Dipartimento federale dell'Interno, ha informato oggi sulle misure supplementari da applicare in Svizzera concernenti il focolaio di contagio da coronavirus. In Svizzera come noto non ci sono finora casi confermati. 
 
"Confederazione e Cantoni sono preparati all’eventualità che il virus colpisca anche la popolazione svizzera", si legge nel comunicato stampa. "Data la sua diffusione in Italia, la Svizzera ha aumentato il livello di prontezza operativa e la Confederazione ha deciso ulteriori test e una maggiore informazione della popolazione". 
 
"In Svizzera sono stati finora effettuati accertamenti in circa 300 casi di coronavirus sospetti. Nessuno è stato confermato e tutti sono risultati negativi al test del virus Sars-CoV 2 condotto nel laboratorio di riferimento di Ginevra. Tuttavia, in diversi Paesi il numero di contagi è in aumento. In Italia il virus è in rapida diffusione dallo scorso fine settimana. Questa situazione accresce il rischio per la Svizzera”.
 
"La protezione della popolazione è una priorità assoluta per il Consiglio federale. La taskforce diretta dall'UFSP e operativa dallo scoppio dell'epidemia virale si è riunita stamattina e ha deciso provvedimenti supplementari. In Svizzera saranno così intensificati i test nelle persone che presentano sintomi similinfluenzali, sarà potenziata la hotline in tutte le lingue nazionali e sarà avviata una campagna di informazione per chi si reca nel nostro Paese, per i pendolari che abitano al confine e negli aeroporti. Una seconda campagna di informazione sulle misure di protezione individuale è rivolta all'intera popolazione. Inoltre, si dovrà istruire in particolare il personale dei mezzi di trasporto pubblici e le guardie di confine. A tale scopo la Confederazione collabora strettamente con le autorità sanitarie cantonali, in particolare con quella del Cantone Ticino”.
 
"I provvedimenti dovranno servire ad impedire o ritardare il più possibile un'ondata della malattia in Svizzera. Questo pomeriggio si riunirà inoltre lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione per analizzare la situazione e discutere altri possibili provvedimenti. Questo organo coordina gli interventi a livello federale, come in caso di pericoli per la salute pubblica, e si è già riunito più volte da quando è scoppiata l'epidemia in Cina”.
 
"Il Consiglio federale segue attentamente la situazione internazionale e i preparativi in Svizzera, ed è regolarmente informato. Attraverso l'Ufficio federale della sanità pubblica, attinge inoltre sistematicamente alle informazioni del Sistema di allarme rapido e di reazione (SARR). Il consigliere federale Alain Berset è inoltre in contatto con i ministri della salute europei".
 
Nel pomeriggio si attendono anche ulteriori eventuali misure, per quanto riguarda il Ticino, dalla riunione del gruppo di coordinamento del Dipartimento sanità e socialità.