Countdown. A quando le dimissioni?

Countdown. A quando le dimissioni?

Novembre 17, 2019 - 14:35
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Colossale sconfitta per Ppd e Plr. Caprara e Dadò difficilmente rimarranno "in sella" dopo questa campagna elettorale...

Ore? Giorni? È la disfatta del centro. Dopo 171 anni il Ticino ha scelto di mandare per la prima volta in Consiglio degli Stati un esponente dell’Udc, Marco Chiesa, e una socialista, Marina Carobbio. Per il Plr e per il Ppd si tratta di una colossale batosta, senza precedenti. Sicuramente i presidenti di Plr e Ppd, rispettivamente Bixio Caprara e Fiorenzo Dadò, non hanno ancora molto tempo alla guida dei rispettivi partiti e si attende l’annuncio delle dimissioni.
 
 
 
 
 
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Il candidato Plr Giovanni Merlini, giunto terzo al primo turno per il Consiglio degli Stati, è riuscito a peggiorare ulteriormente il suo risultato, nonostante un volantino a tutti i fuochi e vari aperitivi. Sicuramente il suo “spin doctor” Alessandro Speziali non è un genio delle campagne elettorali, visto che Merlini è riuscito a peggiorare ulteriormente il suo già pessimo risultato al primo turno, portando, per la prima volta dal 1848, il Plr fuori dalla Camera dei Cantoni!
Ma se il candidato ha sicuramente la sua parte di responsabilità, il partito e soprattutto i suoi vertici non sono sicuramente da meno. La strategia voluta dalla dirigenza del Plr si è rivelata colossalmente perdente. Se i socialisti non hanno votato Merlini non è certo perché hanno una particolare antipatia per Merlini, ma per le scelte del Plr alle Cantonali, che ha attaccato esplicitamente il seggio Ps in Consiglio di Stato (per altro con il risultato di "compattarli") e ipotecandosi la possibilità di ricevere un “soccorso rosso”. Attacco sicuramente piaciuto allo stesso Speziali, ma che oggi ha fatto pagare a Merlini un pesantissimo scotto. 
Ma, nonostante la chiara indicazione degli elettori al primo turno del Consiglio degli Stati, Caprara ha continuato imperterrito ad attaccare “a destra e a manca”, “bruciandosi” (se ancora ce n’era bisogno) qualsiasi possibilità di convincere qualche elettore di altri partiti a sostenere Merlini. 
Resta da chiedersi, appunto, se l’annuncio delle dimissioni arriverà fra ore o giorni (dubitiamo più di una settimana). 
 
 
 
 
 
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Il candidato Ppd, il senatore Filippo Lombardi, al Senato dal 1999, nonché capogruppo Ppd alle Camere federali, oggi ha pure dovuto dire addio al suo seggio a Berna. E anche in questo caso l’operato dei vertici del suo partito sicuramente non l’ha aiutato. 
Se il presidente Plr Bixio Caprara ha scelto la linea dell’”attivismo masochista”, quello del Ppd, Fiorenzo Dadò, ha pensato bene di scomparire direttamente dalla circolazione. Già nei vari eventi della campagna elettorale in vista del 20 ottobre la sua presenza non ha brillato. Dopo il 20 ottobre, nella campagna per il ballottaggio, probabilmente ha deciso di andare direttamente in vacanza in Nepal (errata corrige, vedi qui). Anche il resto della dirigenza cantonale (vedi il vicepresidente Giorgio Fonio) ai vari eventi di campagna elettorale, non si è vista quasi mai. “Incassato” il secondo seggio in Consiglio nazionale grazie alla congiunzione con il Plr, ma soprattutto con i Verdi liberali, senza i quali il seggio sarebbe “saltato” (dato che già avrebbe dovuto far suonare un campanello d'allarme!), “chi si è visto si è visto”. Intanto un seggio il Ppd lo ha perso lo stesso, e ben più di peso di quello al Nazionale. Un seggio che (a parte la parentesi del leghista Morniroli dal 1991 al 1995) il Ppd aveva da sempre. Anche qui, si attendono le dimissioni...
 
 
 
 
 
 
f.n.g.