Cresce la tensione, ma non il petrolio (per ora)

Cresce la tensione, ma non il petrolio (per ora)

Maggio 16, 2019 - 07:34
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Nonostante il crescere della tensione in Medio Oriente il prezzo del greggio rimane sostanzialmente stabile.

Nonostante il crescere della tensione in Medio Oriente, con la notizia riportata dal New York Times del piano per inviare 120'000 truppe Usa nel Golfo Persico in ottica anti-iraniana, e gli attacchi che avrebbero subito alcune petroliere nella regione, oltre all'evacuazione del personale "non essenziale" Usa dalle rappresentanze diplomatiche in Iran, il prezzo del petrolio non si è impennato, guadagnando da inizio settimana solo il 2%.
Cresce la tensione in Medio Oriente, con la notizia riportata dal New York Times del piano per inviare 120'000 truppe Usa nel Golfo Persico in ottica anti-iraniana, e gli attacchi che avrebbero subito alcune petroliere nella regione, oltre all'evacuazione del personale "non essenziale" Usa dalle rappresentanze diplomatiche in Iraq (motivata dagli Usa con possibili attacchi da parte iraniana). Nonostante ciò il prezzo del petrolio, che è prodotto a livello mondiale per un terzo in Medio Oriente, non si è impennato per ora quanto ci si potrebbe aspettare, guadagnando da inizio settimana solo il 2%. 

Con tutta probabilità ciò è dovuto ai timori per un possibile rallentamento dell'economia mondiale (scenario che ridurrebbe la domanda di petrolio). Come evidenzia Il Sole 24 Ore in un articolo sul suo portale "è probabile che a frenare il rialzo dei prezzi abbia finora contribuito la rottura delle trattative commerciali tra Usa e Cina: i mercati sono entrati in modalità «risk off» (che penalizza le materie prime)". 

Dovesse lo scenario mediorientale ulteriormente deteriorarsi è probabile che la situazione cambi. Attualmente l’esportazione di petrolio dall’Iran stanno conoscendo un crollo in seguito alle sanzioni imposte dagli Usa, come pure l’esportazione di petrolio venezuelano. Se le tensioni dovessero estendersi all’Iraq, quarto produttore mondiale di oro nero (che chi vede nel ritiro del personale diplomatico un preludio ad operazioni militari contro le milizie sciite) l’imputato sulla disponibilità di greggio si farebbe sentire.