Cure intense: nel 2020 un caso di covid su quattro è deceduto

Cure intense: nel 2020 un caso di covid su quattro è deceduto

Novembre 19, 2021 - 15:47
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Calo dei ricoveri ospedalieri nel 2020. Per i ricoveri di covid in cure intense uno su quattro è deceduto (età media 80 anni). 

Nel 2020 si è registrato per la prima volta dal 2011 un calo del numero di persone ricoverate negli ospedali, pari al 5,8% rispetto all’anno precedente.

È quanto emerge dalla cifre fornite oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST), che forniscono anche indicazioni in merito ai ricoveri per covid 19.

Le cifre, spiega l’UST, sono basate sui dati forniti da 142 ospedali di cure acute, 15 case per partorienti, 50 ospedali psichiatrici, 50 cliniche di riabilitazione e 19 altre cliniche specializzate. Rispetto al 2019, i giorni di cura sono diminuiti del 4,5% attestandosi a 11 094 844 giorni”, spiega il comunicato. “Negli ospedali che offrono cure centralizzate la diminuzione dei giorni di cura è stata particolarmente marcata, facendo registrare una contrazione pari al 7,6% su base annua. Al contrario, nelle cliniche psichiatriche i giorni di cura sono aumentati dell’1,3% e in quelle di riabilitazione dello 0,9%”.

Per quanto riguarda i ricoveri per covid-19, con i primi ricoveri registrati a febbraio 2020, alla fine dell’anno sono stati contati un totale di 36 244 ricoveri con diagnosi di COVID-19 in ospedali o reparti di cure acute. La maggiore quota di ospedalizzazioni è stata registrata in Ticino, con 79 casi ogni 10 000 abitanti. A livello svizzero la quota di uomini ricoverati in ospedale era pari al 57% e quella di donne al 43%, per un’età media di 68 anni”.

“Per 4765 ospedalizzazioni con una diagnosi di COVID-19 nel settore delle cure somatiche acute (il 13% dei casi) è stato necessario un trattamento in un’unità di terapia intensiva”. La mortalità di queste persone ricoverate in terapia intensiva, si legge, è stata del 26% (mentre per i casi senza diagnosi di COVID-19 la quota è stata dell’8%) nel complesso, le persone decedute in ospedale con o per COVID-19 sono state 4551, con un’età media di 80 anni.

Forte incremento delle polmoniti

“La diagnosi principale più frequente dei casi di ospedalizzazione con una diagnosi di COVID-19  era la polmonite, seguita da sepsi, febbre e tosse. Nel 2020 si sono registrati 60 262 casi di polmonite, il 42% dei quali nel contesto della COVID-19. Nel 2019 le polmoniti erano state circa 49 000 e dieci anni fa, nel 2011, 36 000. Mentre negli ultimi anni in media il 10% di questi pazienti sono deceduti in ospedale, la quota di quelli con una diagnosi di COVID-19 era del 15%”.

Aumento del 7,3% dei costi per ogni caso

“Nel 2020, con 19,4 miliardi di franchi i costi per le prestazioni stazionarie sono aumentati dell’1,7% rispetto all’anno precedente, mentre quelli relativi alle prestazioni ambulatoriali sono cresciuti del 3,1%, attestandosi a 8,7 miliardi di franchi. Poiché nel 2020 questo aumento dei costi è stato accompagnato da una diminuzione delle ospedalizzazioni, i costi per degenza sono saliti del 7,3%, raggiungendo i 14 180 franchi”.

Ampliamento del personale anche nel 2020

“Il 31 dicembre 2020 nel settore ospedaliero svizzero lavoravano 228 800 persone (+3,5%). Il volume di occupazione ammontava a 174 593 equivalenti a tempo pieno (ETP). Hanno registrato un aumento particolarmente forte il personale amministrativo (+5,5%) e quello del corpo medico (+4,6%), un aumento medio il personale di cura (+3,4%) e quello del servizio tecnico (+3,3%), mentre il personale del servizio sociale (+3,0%), quello medico-terapeutico (+3,0%) e quello medico-tecnico (+2,7%) hanno fatto registrare un incremento al di sotto della media”.