Dai "Diavoli" alle "ciofeche". La qualità dell' amministrazione è calata?

Dai "Diavoli" alle "ciofeche". La qualità dell' amministrazione è calata?

Settembre 28, 2021 - 22:50
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Il palinsesto Rsi interessa ai politici, ma solo per le loro "comparsate"? Alla polizia "sfuggono" le modifiche di legge...

Nei prossimi giorni la CORSI organizza una conferenza con il direttore della RSI Mario Timbal, per illustrare la direzione che il neo direttore vorrà perseguire per la più grande azienda mediatica del Canton Ticino. 

Lo sappiamo, la politica (leggi i partiti) sono interessati fondamentalmente a due cose: quanto saranno presenti nel palinsesto “made in Timbal” (i talk-show informativi, dove gli esponenti dei vari partiti possono essere presenti regolarmente) e i tagli del personale previsti nel futuro a Comano. Per carità, non sia mai che la classe politica, che di fatto comanda alla CORSI, dunque alla RSI, si preoccupi dell’organicità dell’intero palinsesto. “La 2” della Rsi potrebbe essere chiamata Rsi sport, visto che fra ciclismo, calcio, motociclismo, automobilismo, … , è di fatto un canale quasi esclusivamente sportivo (ma i politici non se ne accorgono perché a loro interessa solo che su La 2 vada in onda Ceschi con il suo talk-show di dibattito politico ogni settimana e che li possa ospitare in studio).

Intanto, chi vuole osservare l’insieme dell’offerta Rsi, non può non accorgersi che le serie tv al martedì e al mercoledì sera (una scelta molto voluta dal già direttore Dino Balestra, per modernizzare l’offerta di programmi e ringiovanire il pubblico dell’emettente di Stato della Svizzera Italiana) presentano un’offerta sempre più povera. 

Era facile da prevedere (e infatti noi nel nostro piccolo l’avevamo previsto). Con la moltiplicazione dei canali tematici, su satellite, quanto online, aggiudicarsi serie tv vagamente interessanti è alquanto difficile. Esperti del mondo della comunicazione, come Carlo Freccero, Alberto Abbruzzese, Francesco Morace, ma anche Maurizio Costanzo, già un decennio fa dicevano che con la moltiplicazione di canali e piattaforme, il problema sarebbe stato la produzione di contenuti.

La difficoltà nel reperire di serie tv valide ed originali non giustifica la messa in onda alla domenica sera in seconda serata della serie tv “La tua grande occasione”, che in confronto i film anni ’80 di Lino Banfi ed Edwige Fenech sono dei capolavori cinematografici. La RTS, Radiotelevisione svizzera romanda (produttrice della serie), quanto la SRF (svizzero tedesca), ci avevano abituato a meglio, con produzioni come “Quartier des Banques”, quanto “Wilder”. Una “ciofeca” come “La tua grande occasione” si poteva anche evitare di metterla nel palinsesto. 

La fascia oraria della seconda serata della domenica ci aveva abituato a serie tv di una certa qualità “made in Europe”: dalla danese “Borgen”, all’anglo-franco-italiana “Diavoli”. E solo la settimana precedete la messa in onda de “La tua grande occasione” in quella fascia oraria la Rsi La1 mandava in onda un “piccolo capolavoro” come la mini-serie di sei puntate “Years and Years”, con la grande Emma Thompson. Non si capisce come i funzionari della Rsi che hanno selezionato e scelto una serie di qualità come “Years and Years” abbiano potuto cadere così in basso con “La tua grande occasione”. 

 

 

 

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Nicola Shoenenberger e altri tre granconsiglieri verdi (Marco Noi, Cristina Gardenghi e Claudia Crivelli-Barella) hanno interrogato il Consiglio di Stato in merito al fatto che la polizia nel nostro Cantone abbia un livello di “apprezzamento” sulle leggi federali. Schoenenberger &Co se la prendono con il DI (Dipartimento istituzioni) guidato dal leghista Norman Gobbi e la nostra polizia che non terrebbe in considerazione la modifica della legge federale sugli stupefacenti del 1.10.2013, che ha portato il consumo e il possesso di piccole quantità di canapa dal penale all’amministrativo. Citano che, chiamato a rispondere nel giugno 2020, il capo del DI Norman Gobbi si giustificava dicendo che “la legislazione e la giurisprudenza in materia di canapa sono in continua evoluzione e alla polizia era sfuggita la modifica di legge". 

Schoeneberger &Co nella stessa interpellanza si lamentano pure della “prassi restrittiva” in questione di ricorsi in materia di stranieri, e citano il fatto che già il Tram “chiamava in causa il Servizio ricorsi del Consiglio di Stato, il cui operato dava adito a ricorsi di seconda istanza che venivano accolti in ragione di circa il 50%”.

I quattro granconsiglieri verdi pongono dieci domande al Consiglio di Stato, di cui la più bella è la prima. Citiamo: “Come spiega il Consiglio di Stato che per anni, ai propri giuristi, sfuggano cambiamenti legislativi come avvenuto nel campo della canapa?”. 

Forse la risposta sta anche nel fatto che l’assunzione presso l’amministrazione cantonale di professionisti, non propriamente “principi del foro”, come Stefano Mossi, non aiuta. 

Giusto, che i Verdi interroghino il Governo cantonale, ma il vero problema (e noi l’abbiamo sollevato più volte) è che la qualità degli alti funzionari dell’amministrazione cantonale non è pari a quella di qualche decennio fa. I capi divisione come Renato Bernasconi (nome divenuto noto ai più in occasione del caso Argo 1), non sono stati al livello di un Martino Rossi. Come il cancelliere Coduri non lo è con l’ex cancelliere Crivelli o Stefano Mossi con Guido Corti (il discorso potrebbe essere esteso anche ai procuratori pubblici, che però non sono di nomina governativa ma parlamentare. E a ottobre vedremo come verrà “impallinato” il candidato alla procura ritenuto migliore dalla commissione d’esperti, ma reo di essere indipendente).

Per fare un esempio: la sezione Enti Locali lavora oggi giorno come quando a dirigerla c’era De Lorenzi?