Dal Sol Levante alla Svizzera: in soccorso degli agricoltori arrivano i "samurai"

Dal Sol Levante alla Svizzera: in soccorso degli agricoltori arrivano i "samurai"

Luglio 27, 2020 - 16:52

A preso il via una sperimentazione per combattere la cimice asiatica tramite il suo antagonista naturale, anch'esso proveniente dall'Asia. I risultati dovrebbero essere disponibili già nelle prossime settimane. 

La cimice marmorizzata, nota anche come cimice asiatica, è stata rilevata la prima volta nel 2004 in Svizzera. L’insetto causa danni considerevoli alla frutticoltura e all’orticoltura. Oggi è considerata uno dei principali parassiti nel settore agricolo.

Ora la lotta a questo insetto potrebbe essere fatta con un’alleato anch’esso proveniente dall’Asia, ovvero l’antagonista naturale della cimice: la vespa samurai. Come comunica oggi Agroscope, il centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica, prende il via una sperimentazione per valutare l’efficacia dell’introduzione di questa vespa parassitoide per combattere la cimice. “Agroscope sorveglia la comparsa e l’evoluzione di questa cimice in Svizzera e studia diverse strategie per ridurre i danni ch’essa provoca”, spiega il comunicato stampa. “Una possibile soluzione è la lotta mediante il suo antagonista naturale: la vespa samurai. Anch’essa di origine asiatica, parassitizza le uova della cimice marmorizzata deponendo le proprie uova in quelle del parassita riducendone notevolmente la riproduzione. La stessa procedura è peraltro già impiegata con successo nelle economie domestiche con una vespa parassitoide domestica, per lottare contro le tarme del cibo”.

La vesta samurai si sta per altro diffondendo autonomamente in Svizzera da alcuni anni, ma “la sua popolazione è ancora troppo piccola per poter tenere sotto controllo la cimice marmorizzata”. Pertanto “l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) hanno ora autorizzato per la prima volta il lancio sperimentale di questa vespa in una parcella di peri nel Cantone di Zurigo. Lo scopo è misurare il tasso di parassitizzazione all’aperto in Svizzera”.

I risultati sono già attesi tra qualche settimana. “Nel primo giorno di sperimentazione i ricercatori hanno distribuito circa 270 covate non vive di cimice marmorizzata sulla parcella di peri e liberato le vespe samurai nelle immediate vicinanze. Quattro giorni dopo le uova distribuite sono state nuovamente raccolte, portate in laboratorio e analizzate per verificare se sono state parassitizzate dalle vespe. Barbara Egger, collaboratrice scientifica responsabile presso Agroscope, è entusiasta: «La sperimentazione all’aperto è molto importante per poter stimare se la vespa samurai è in grado di lottare naturalmente contro la cimice marmorizzata anche alle condizioni presenti nel nostro Paese. Sono molto curiosa di cosa constateremo». I risultati di questa emissione sperimentale sono attesi tra qualche settimana”.

Parallelamente “in collaborazione con i servizi cantonali e gli istituti di ricerca in Svizzera e nei Paesi vicini, Agroscope sta svolgendo anche altre attività di ricerca per controllare la presenza della cimice marmorizzata, specialmente nella frutticoltura. Si ipotizza che a lungo termine soltanto la combinazione di diverse misure consentirà di lottare in modo sostenibile contro il parassita. La «protezione dei vegetali integrata» combina diversi approcci di lotta, quali ad esempio la copertura degli alberi da frutto con reti, l’impiego di alternative naturali come la vespa samurai o l’utilizzo mirato dei prodotti fitosanitari”.

L’emissione sperimentale è il risultato di una stretta collaborazione tra numerosi gruppi di ricerca di Agroscope e diversi attori nel settore dell’agricoltura”, spiega il comunicato. “Tim Haye del centro di ricerca Commonwealth Agricultural Bureaux International (CABI) segue la sperimentazione con la sua competenza nel controllo biologico degli insetti nocivi. Le vespe samurai sono fornite da Andermatt Biocontrol. L’agricoltore Daniel Wegmann mette a disposizione la particella di peri della sua azienda per la sperimentazione. Anche l’Associazione Svizzera Frutta e David Szalatnay (Fachstelle Obst, Strickhof) hanno fornito il loro contributo alla realizzazione di questa emissione sperimentale”.