Dalia Elshater: "SÌ all’iniziativa multinazionali responsabili"

Dalia Elshater: "SÌ all’iniziativa multinazionali responsabili"

Novembre 20, 2020 - 09:33
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Riceviamo e pubblichiamo. Opinione di Dalia Elshater

Immense nuvole di gas tossico di diossido di carbonio costellano da decenni i cieli della Zambia, i fiumi colombiani sono contaminati da metalli pesanti, mentre  tossine inquinanti impregnano distese di suolo congolese, fino a renderlo incoltivabile da anni.
Tutta questa devastazione è causata da alcune multinazionali svizzere, come Syngenta e Glencore, che approfittando della situazione di fragilità di Paesi in via di sviluppo continuano a violare i diritti umani e le leggi internazionali ambientali.

Il 29 novembre ci sarà la possibilità di rendere responsabili delle proprie azioni tutte quelle multinazionali svizzere che agiscono negli altri Stati in maniera irrispettosa della dignità umana e del nostro pianeta. L’iniziativa chiede che le persone all’estero, che sono state danneggiate possano intentare causa civile in Svizzera richiedendo l’applicazione del diritto internazionale. A causa della globalizzazione odierna ci sono multinazionali con un'influenza e un potere enorme, che operano spesso in paesi fragili e in assenza di un sistema giudiziario indipendente.

Non bisogna dimenticare che le imprese toccate da questa iniziativa sono poche e quelle che agiscono responsabilmente non hanno nulla da temere, inoltre le piccole medie imprese sono escluse dalla modifica costituzionale.
Come in una società civile sono necessarie le diverse norme giuridiche, anche per i colossi dell’economia globale dovrebbe valere lo stesso principio. Perciò, nonostante sia esiguo il numero  di imprese irresponsabili, è  indispensabile un sistema di leggi che obblighi a rispondere delle violazioni dei diritti umani e della distruzione ambientale.

La Svizzera è uno dei paesi più ricchi al mondo e storicamente abbiamo raggiunto questo benessere grazie allo sfruttamento dei paesi che oggi si trovano in profonda povertà e ingiustizia. Non dovrebbe dunque essere proprio la Svizzera, che ha i mezzi e le possibilità, un esempio di responsabilità globale, sia per quanto riguarda la questione climatica che per quella di diritto internazionale? Solo con una coscienza globale possiamo affrontare i problemi che costellano un mondo sempre più interdipendente e interconnesso, dove “l'ingiustizia commessa in un luogo qualsiasi del mondo è una minaccia della giustizia in tutto il mondo” (M. Luther King).

Come cittadini svizzeri alle prossime votazioni abbiamo la possibilità di dimostrare che vogliamo costruire un benessere basato sul rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e del diritto a un futuro per le prossime generazioni.
In conclusione, il movimento Sciopero per il Clima sostiene fermamente l’iniziativa multinazionali responsabili, poiché ritiene sia un passo verso un mondo più sostenibile a livello ambientale e sociale.

Dalia Elshater
attivista del movimento Sciopero per il Clima.