Dalla “stella dell’autostrada” all’ecologismo. I Deep Purple ritornano con “Whoosh!”

Dalla “stella dell’autostrada” all’ecologismo. I Deep Purple ritornano con “Whoosh!”

Luglio 25, 2020 - 16:58

Whoosh!”, il titoo dell'album della storica band hard rock, in uscita il prossimo 7 agosto.  “Siamo in evoluzione continua e non vogliamo essere un gruppo nostalgia”. 

Gli AC/DC festeggiano oggi i 40 anni dell’album “Back in Black”, al contempo il lavoro più di successo della band australiana e l’omaggio alla scomparsa del frontman Bonn Scott, morto nel febbraio dello stesso anno, accadimento che in molti allora diedero come la fine della band, che invece trovò con il Brian Johnson la sua “rinascita” e un successo ancora maggiore. Oggi dei membri originali della band rimane solo Angus Young, dopo la morte del fratello Malcolm (e in più il ritiro dello stesso Johnson per problemi di salute).

Rimangono invece prevalentemente “intatti”, per ora, coloro che definirono gli AC/DC, come ricordava ieri Beppe Donadio su la Regione, “il punto più basso mai toccato dal rock’n’roll”.

I Deep Purple (la frase sulla band australiana è nello specifico attribuita al chitarrista Ritchie Blackmore, unico dei membri originali ad essersi defilato), sono pronti con un nuovo album, il prossimo 7 agosto. “Whoosh!”, il fumettistico titolo scelto dalla band per l’album, che “indica il rumore di qualcosa che scivola via veloce”, spiega il batterista Ian Paice intervistato sul Corriere della Sera.  “In questo caso può essere il tempo, per noi che facciamo musica da 50 anni ma ci sentiamo come se avessimo iniziato ieri, ma può essere anche l’umanità che se non stiamo attenti rischia grosso”. Il riferimento è all’ambiente. La causa climatica non ha lasciato indifferenti nemmeno la band di “Highway Star” (“stella dell’autostrada”). “Nessuno prenderà la mia automobile…”, esordiva il brano. “Si cresce, si impara e si cambia”, dice Paige. “Ed è giusto così. Non avrebbe senso che oggi parlassimo di correre dietro alle ragazze o di guidare veloce”. “Siamo in evoluzione continua e non vogliamo essere un gruppo nostalgia”, dice. In realtà i Deep Purple non sono estranei a sfumature più “impensate”, come in “Child in Time”, una critica del periodo della Guerra Fredda.

Paige fornisce anche un commento sull’attuale scena musicale, molto crudo e netto. “Sento tanta musica che non ha alcuna ragione artistica di esistere, musica veramente orrenda fatta solo per i soldi. C’è tanto hip hop, in cui non trovo nulla di interessante, di rado salta fuori qualcuno di geniale. Ma per un artista bravo ce ne sono cento che fanno schifo e questo per me è un grosso problema”, dice. “Capisco che sia utile avere un posto in cui tutti possono farsi sentire, ma c’è proprio tanta me**a nel web. È importantissimo invece avere una buona scena live, preservando ad esempio i piccoli locali. Dobbiamo ricordarci che fare arte è difficile. Fosse facile la farebbero tutti”.

E il futuro dei Deep Purple? “Alla nostra età ragioniamo giorno per giorno. Adoriamo quel che facciamo e continueremo a farlo finché staremo bene, ma non puoi fermare l’orologio. Quando vedremo che non potremo più dare il massimo, quando qualcuno di noi si ammalerà o morirà, ci fermeremo. Sarà il limite fisico a dirci quando. A quel punto mi troverete a suonare nei pub, insieme agli amici”.