Dalle bombe ai milioni

Dalle bombe ai milioni

Maggio 23, 2020 - 13:11
Posted in:

Sabato 23 maggio. Oggi ricorrono 28 anni dalla “Strage di Capaci”, in cui la mafia siciliana uccise il giudice siciliano Giovanni Falcone. Abbiamo ricordato questo importante avvenimento storico con questo contributo nella rubrica “Amarcord”. Insieme alla “Strage di Via d’Amelio, in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino, la strage di Capaci rappresenta l’apice del conflitto contro lo Stato voluto da Cosa Nostra guidata da Totò Riina. Dopo la “trattativa” con lo Stato, come ricordato in “Amarcord” la mafia è diventata meno “rumorosa”, ma non è scomparsa, anzi, optando maggiormente per l’”infiltrazione” di attività economiche lecite. In questi mesi di coronavirus nella vicina Penisola si è discusso molto del pericolo che aziende “sana”, messe in ginocchio dalla crisi, possano diventare facile preda delle enormi liquidità di cui dispongono le organizzazioni criminali (che siano Cosa Nostra, Camorra o ‘Ndrangheta), ma anche mettere le mani su settori oggi redditizi, come la produzione di mascherine e di disinfettanti.

In Ticino sul fronte del coronavirus si continuano a registrare pochissimi casi di contagio e decessi: oggi solo un decesso e zero contagi. Hanno fatto storcere il naso ad alcuni le immagini di bagni pubblici affollati durante questo lungo fine settimana, ma anche sul prolungamento fino a fine giugno dello Stato di necessità si sono sollevati diversi malumori. Lunedì, con la seduta del Gran Consiglio, si vedrà forse qualche spiegazione da parte del Governo, con la giornata del lunedì dedicata al “question time” sul coronavirus.

Nei giorni seguenti invece si passerà alle votazioni, con diversi milioni di crediti da stanziare.