Diego Baratti: "Iniziativa per la limitazione: chi si batte per il clima dovrebbe votare SI"

Diego Baratti: "Iniziativa per la limitazione: chi si batte per il clima dovrebbe votare SI"

Settembre 01, 2020 - 12:14
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Riceviamo e pubblichiamo. Opinione di Diego Baratti, presidente giovani UDC Ticino. 

Chi si batte per il clima dovrebbe votare SI all’iniziativa per la limitazione. Sembra un paradosso, ma in realtà non è così: è una scelta molto logica e sensata.

Dall'introduzione della piena libertà di circolazione delle persone nel 2007, un numero netto di circa 75.000 persone è immigrato in Svizzera ogni anno, di cui 50.000 stranieri dell'UE. Ognuna di queste persone ha bisogno di un appartamento, un mezzo di trasporto, usa servizi statali e consuma acqua ed elettricità. Allo stesso tempo, la Svizzera dovrebbe ridurre le emissioni di CO2, smettere di costruire sui terreni coltivati e tenere sotto controllo i costi sanitari.

Per dare abitazione al circa 1 milione di immigrati abbiamo dovuto costruire nuove abitazioni su un'area grande come 57.000 campi da calcio.  Si tratta di 407 milioni di metri quadrati di natura che sono stati ricoperti di cemento.  Questo include circa 454.000 nuovi appartamenti.

Un milione di immigrati significa anche 543.000 auto in più e 789 autobus in più sulle strade e 9 miliardi di chilometri percorsi in più. Se la Svizzera dovesse raggiungere davvero entro il 2030 la popolazione di 10 milioni di abitanti, sarà necessario un ulteriore aumento della rete stradale, in quanto sempre più auto saranno in circolazione, emettendo anche ulteriore C02. L’ufficio federale dello sviluppo territoriale prevede infatti che il numero di automobili in circolazione nel 2040 aumenterà ancora del 26%.

L’immigrazione incontrollata ha conseguenze anche sul consumo di energia. Con la Strategia energetica 2050, la Svizzera ha deciso che entro la fine del 2035 il consumo di energia pro-capite deve diminuire del 43% rispetto al 2020. Ciò per compensare l'elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che devono essere chiuse per motivi politici. Tra l'anno di riferimento 2000 e il 2018, il consumo di energia pro-capite è diminuito del 18,8%, soprattutto a causa del progresso tecnico (motori a combustione efficienti, nuova tecnologia edilizia, lampade a LED, apparecchi a basso consumo, produzione interna di energia solare, ecc.) Nello stesso periodo, tuttavia, il consumo totale di energia in Svizzera è diminuito solo dell'1,9%. In altre parole, gli effetti di risparmio di ogni singolo svizzero sono quasi completamente assorbiti dalla crescita della popolazione a causa dell'immigrazione incontrollata

Secondo l’accordo sul clima di Parigi, la Svizzera dovrebbe ridurre le emissioni di C02 del 50% entro il 2030. Quando la Svizzera siglò il trattato, nel 1990, aveva però 6,5 milioni di abitanti. Con la libera circolazione delle persone, nel 2030 in Svizzera vivranno 10 milioni di persone, che consumano, si spostano e producono CO2. Anche supponendo un graduale rinuncio alle automobili e una netta riduzione di emissioni nel settore industriale, con una popolazione così grande sarà impossibile per una Svizzera con oltre 10 milioni di abitanti di raggiungere l’obbiettivo previsto dell’accordo di Parigi.

È pertanto necessario che la Svizzera torni a gestire in modo autonomo la propria immigrazione. Una Svizzera da 10 milioni di abitanti non è sostenibile né dal punto di vista economico ne dal punto di vista climatico.

 

Fonti:

https://www.admin.ch/gov/de/start/dokumentation/medienmitteilungen.msg-id-77940.html

https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statistiken/raum-umwelt/bodennutzung-bedeckung/siedlungsflaechen/einwohner.assetdetail.348986.html

Bundesamt für Raumentwicklung (2016): «Perspektiven des Schweizerischen Personen-und Güterverkehrs bis 2040. Synthesebericht», S. 32

BFE, Energiestrategie 2050, Monitoring-Bericht 2019, S.10

Diego Baratti

Presidente Giovani UDC Ticino