Domani i primi (insufficienti) allentamenti

Domani i primi (insufficienti) allentamenti

Febbraio 28, 2021 - 13:51
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Domenica 28 febbraio. In questo giorno, nel 1986, a Stoccolma, veniva assassinato il primo ministro e leader del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia Olof Palme. L’abbiamo ricordato con questo video nella rubrica “Amarcord”, che affronta anche il tema dell’assassinio ancora oggi irrisolto.

Il 28 febbraio del 1921 l’Egitto ottenne l’indipendenza e in questo giorno, nel 1991, si concluse la prima guerra del golfo fra Iraq e Kuwait.

Oggi è il giorno in cui giungono a scadenza le misure restrittive decise dal Consiglio federale lo scorso dicembre e da domani si avranno i primi, moderati allentamenti (o “riaperture prudenti”, come le ha definite il Governo). Da domani saranno aperti tutti i negozi e cadranno finalmente quelle “geniali” disposizioni per cui si poteva comprare una zappa nuova, ma non una nuova stampante. All’aria aperta si potrà incontrarsi fino a un massimo di 15 persone (ma non al chiuso). Riaprono varie strutture culturali e del tempo libero e ai giovani fino a 20 anni saranno consentite tutte le attività sportive e culturali senza pubblico (che già valeva fino ai 16 anni). Rimangono ancora (incomprensibilmente) chiusi bar e ristoranti, anche se le commissioni del Consiglio nazionale stanno insistendo per di fatto obbligare il Consiglio federale a decretare la riapertura di queste strutture il 22 marzo. Vedremo cosa deciderà il Parlamento. In ogni caso diventa sempre più incomprensibile perché, a fronte del calo dei contagi, degli ospedalizzati, dei decessi, ma sopratutto del fatto che sempre più persone a rischio sono vaccinate, non si debba tornare a una situazione di normalità. In Ticino, come comunicato dal Dss, si riaprono le visite nelle case per anziani, dove c’è stata la metà dei decessi di covid, dato che a febbraio vi è stato solo un caso positivo. Bar e ristoranti (ma pure concerti, conferenze, eventi sportivi, politici, culturali ecc.) devono invece rimanere chiusi... con tutte le conseguenze conomiche e sociali che conosciamo.