Donne e pari opportunità: quote rosa o "Olimpiadi"?

Donne e pari opportunità: quote rosa o "Olimpiadi"?

Marzo 07, 2019 - 19:34
Posted in:

Ieri sera ospiti delle Donne liberali radicali hanno dibattuto Amalia Mirante, Roberta Passardi Christian Vitta e Paolo Pamini.

Donne e pari opportunità. Ieri sera se ne dibatteva in un evento organizzato dall’Associazione Donne liberali radicali. A dibattere sul tema in quel di Rivera c’erano la candidata al Consiglio di Stato per il partito socialista Amalia Mirante, il consigliere di Stato a capo del Dipartimento economia e finanze Christian Vitta, la candidata al Gran Consiglio per il Plr Roberta Passardi e il granconsigliere Udc Paolo Pamini. Aspetti culturali, legislativi, economici, sono stati al centro del dibattito, ospitato dall’associazione presieduta da Mari Luz Besomi allo Splash&Spa, e che ha cercato di fare il punto della situazione sul tema delle differenze che ancora sussistono, in primis a livello salariale, fra donne e uomini nel mondo del lavoro.
A “vitalizzare” il dibattito in entrata, con una similitudine, un po’ provocatoria, è stato il granconsigliere Udc Pamini, che ha messo in relazione le pari opportunità nel mondo del lavoro con una competizione agonistica come le Olimpiadi (dove nessuno si indigna perché i corridori afroamericani sono spesso i più veloci, o quelli bassi non brillano nel basket). Provocazioni a parte (Pamini in realtà, come ci ha spiegato, vedi qui, ritiene che anche le pari opportunità di partenza siano una “finzione ideologica”) quello che è emerso è che il punto fondamentale è garantire, per gli altri relatori, le pari opportunità di partenza e non di arrivo. “Oggi il problema è che le donne vengono rinchiuse nello spogliatoio”, ha risposto Mirante, restando nella metafora sportiva. Vale a dire, ha detto la candidata socialista, che spesso il curriculum di una donna viene scartato soltanto perché donna. Un punto, quello della parità di partenza, che ha visto concorde anche la candidata Passardi, che da imprenditrice ha potuto confermare direttamente il problema “curriculum donne”, che va affrontato con misure strutturali. Fattori come la maternità, o la possibilità che arrivi per una donna una maternità, vengono considerati da chi assume un disincentivo all’assunzione. Il consigliere di Stato Vitta ha evidenziato come dei progressi in questo campo siano però fortunatamente stati fatti negli anni e che un cambiamento è in atto. Vitta ha indicato quali misure utili strumenti quali il job sharing, l’impiego a tempo parziale, il congedo maternità e il congedo paternità. Anche la digitalizzazione, con opportunità quali il telelavoro, potranno in futuro compensare le disparità, ha detto Vitta. Misure però che difficilmente, o con molta fatica, possono essere applicate nelle piccole e medie imprese, ha osservato Passardi. Inevitabilmente il dibattito si è anche spostato su un tema che divide, quello delle cosiddette “quote rosa”. Roberta Passardi si è detta favorevole all’introduzione di una quota rosa nei consigli d’amministrazione delle società a partecipazione pubblica, ma non nei privati. Misura che invece vede favorevole la candidata Mirante anche nei cda privati (per la socialista si potrebbero anche chiamare “quote azzurre”, ha ironizzato ribaltando il discorso). Vitta invece su questo tema si è detto scettico, riconoscendo tuttavia la necessità di una maggiore sensibilità, che va però portata nei partiti, che propongono i membri dei cda pubblici.
Presenti all’appuntamento anche diversi candidati liberali radicali al Gran Consiglio, come pure la candidata di “Più donne” Tamara Merlo. Nota dolente dell’evento lo “spegnimento automatico delle luci” dello Splash&Spa, che ha chiuso un po’ bruscamente il dibattito (per non perdersi totalmente il successivo aperitivo) e ha costretto i presenti ad abbandonare la sala di fatto alle 22.15. La scelta della location, possiamo dire non, è stata particolarmente azzeccata da parte delle Donne liberali radicali.