Donne in piazza fra canti e bandiere, in vista del 14 giugno

Donne in piazza fra canti e bandiere, in vista del 14 giugno

Marzo 08, 2019 - 23:40
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Oggi a Bellinzona le donne (e non solo) hanno sfilato in occasione dell'8 marzo.

Almeno 300 persone, fra cui molte donne, di tutte le fasce d’età, hanno sfilato oggi a Bellinzona in occasione dell’8 marzo, la giornata internazionale della donna. La colorata manifestazione, promossa dal collettivo “Io l'8 ogni giorno”, ha visto camminare e ballare sulle strade della capitale cantonale i molti presenti, accompagnati dalla musica, da “Bella Ciao” (anche rivisitata per l’occasione in versione femminista) a “Contessa”, passando per De André e Caparezza.
Folta anche la presenza di esponenti politici, in gran parte della sinistra, dal Ps all’Mps-Pop (per contro non si sono visti i comunisti del Pc). A Bellinzona oggi c’erano quasi in toto i candidati al Consiglio di Stato del Ps: Amalia Mirante, Danilo Forini, Fabrizio Sirica e Laura Riget. C’erano il granconsigliere dell’Mps Matteo Pronzini e il coordinatore dell’Mps Giuseppe Sergi, la candidata al Consiglio di Stato per l’Mps-Pop Simona Arigoni e il candidato Leonardo Schmid del Pop e molti altri. E poi, da casa socialista, la presidente del consiglio nazionale Marina Carobbio, la municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi, il capogruppo in Gran Consiglio Ivo Durisch, la già presidente del Ps Anna Biscossa, la già candidata al Nazionale Lara Robbiani, ma anche i candidati al Gran Consiglio del Pop Sonya e Norberto Crivelli, il presidente dell’Uss Ticino e Moesa Graziano Pestoni e il leader dello sciopero delle Officine Gianni Frizzo.
Molti i discorsi che si sono susseguiti lungo il corteo, a difesa dei diritti delle donne, contro la violenza e contro le discriminazioni, contro la cultura "machista", in solidarietà delle donne in lotta in ogni parte del mondo, a favore dei diritti della comunità lgbt e contro il razzismo, in vista anche dello sciopero delle donne in programma in Svizzera il prossimo 14 giugno, a 28 anni dalla storica contestazione delle donne nel 1991.