Dopo la Pasqua, si porterà il virus a spasso per la Svizzera? Commercianti con il problema dell’affitto e il ruolo dello Stato da ridefinire.

Dopo la Pasqua, si porterà il virus a spasso per la Svizzera? Commercianti con il problema dell’affitto e il ruolo dello Stato da ridefinire.

Aprile 05, 2020 - 19:12
Posted in:

I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Con questo scritto si inaugura una nuova rubrica - intitolata "Top of the Week" - con la quale intendiamo riprendere i temi più importanti della settimana, affrontati dal nostro portale. Lo scopo non è unicamente quello di riproporre qualche articolo, per rincorrere i lettori che potrebbero aver perso delle pubblicazioni. Sicuramente non vogliamo annoiare coloro che non si lasciano sfuggire nessun aggiornamento di Ticinotoday. L'idea è quella di tornare su alcune tematiche, corredandole di un breve commento e - se necessario - di un'aggiunta, di una precisazione o di un'autocritica. Il mondo dell'informazione odierno, infatti, brulica di fake news, di articoli scritti in fretta e furia e di "titoli acchiappa clic". Ritornare sulle questioni più importanti, quindi, potrebbe permettere di rivedere certe considerazioni, inquadrandole meglio o persino in maniera differente. Si tratta di una scelta che, forse, non farà crescere il numero di letture e di lettori, ma siamo convinti che possa dare un ulteriore approfondimento a ciò che meriterebbe anche più studio, rispetto a quanto possa garantire questa nuova rubrica.

 

Il coronavirus in Svizzera

La percezione della gravità della pandemia non è uguale in tutta la Svizzera. Anzi, il COVID-19 non sta colpendo tutta la Confederazione in egual misura. Il Ticino è uno dei cantoni più colpiti, ma non tutti sembra che se la stiano passando così male. Per capire questa differenza di percezioni vi abbiamo proposto l’epserienza di alcuni studenti ticinesi residenti oltre Gottardo, i quali ci hanno raccontato come si sta vivendo la pandemia, nelle rispettive città (vedi qui).

Forse, però, potrebbe essere opportuno differenziare maggiormente le misure di contenimento da cantone a cantone, tenendo una proporzionalità, in base alla gravità della situazione. L’adozione di misure particolarmente restrittive – ad esempio quella che proibisce rassemblamenti di oltre cinque persone – in regioni non così tanto colpite dal virus, potrebbe far sottovalutare la gravità della situazione nelle zone più colpite. Un pensionato svizzero tedesco, ad esempio, potrebbe decidere di trascorrere la Pasqua in Ticino, ritenendo (ingiustamente) che "se da me hanno introdotto grandi misure per così poco, anche quel che si dice sulla situazione ticinese sarà gonfiato”.

Sul pericolo dell’arrivo dei turisti per Pasqua ci siamo già chinati (vedi qui). I problemi che abbiamo sollevato sono quello della spesa - dove la faranno i turisti over 65? - e quello della tenuta del sistema ospedaliero del Cantone, a fronte dell’aumento della popolazione a rischio, rimpolpata dai pensionati in vacanza. Pensandoci bene, però, il problema principale potrebbe essere un altro. Terminate le vacanze in Ticino, i turisti torneranno a casa, rischiando di diffondere ulteriormente la pandemia?

 

Virus ed economia: dal problema degli affitti al ruolo dello Stato

Il COVID-19 sta cominciando a mostrare le conseguenze economiche delle misure adottate per contrastare la pandemia. Ovviamente non vogliamo dire che la chiusura delle attività non indispensabili non sia giusta; prima di tutto, infatti, si è dovuto pensare alla salute pubblica. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere consapevoli che il coronavirus avrà delle ripercussioni importanti: forse la più grave crisi economica dai tempi della secoda guerra mondiale.

Questa settimana abbiamo voluto cominciare a indagare sul problema degli affitti per le attività commerciali, intervistando Raffaello Martini (vedi qui). Secondo Martini - che è titolare di un’attività di parrucchiere a Lugano - “potremmo rimanere 'a galla' nell’ipotesi di riaprire le attività verso maggio. Dopo di che la situazione diventerebbe davvero problematica”. Sembrerebbe, però, che questa preoccupazione non stia togliendo il sonno a chi gli affitti li deve riscuotere. Stando a quanto affermato a Ticinotoday dal vicepresidente della Camera ticinese dell’economia fondiaria (CATEF), Gianluca Padlina, quella dei proprietari degli immobili “è una posizione attendista”, in quanto “aspettiamo di sapere quali saranno le valutazioni fatte dal Consiglio federale” (vedi qui).

Da Berna, intanto, si è già deciso di intervenire potenziando i fondi per il lavoro ridotto e garantendo per le inniezioni di liquidità alle imprese, che beneficiano di crediti bancari agevolati. Anche se i commercianti riuscissero a farsi congelare momentaneamente gli affitti, però, tra pigioni e debiti da restituire alla banca (seppur con interessi vantaggiosi), le ripercussioni della pandemia potrebbero determinare un colpo durissimo per il ceto medio.

Non è un caso, infatti, che si parla di ritorno in auge del keynesismo. Noi lo abbiamo fatto con Sergio Rossi, professore di macroeconomia e di economia monetaria all’Università di Friburgo (vedi qui). Secondo Rossi “si rivaluterà il ruolo dello Stato, non solo come l’istituzione che fissa le condizioni quadro entro cui l’economia di mercato può agire liberamente, ma come un attore importante, che non è opposto all’economia privata, ma la sostiene”.

 

TM