Ducry fa endorsement per Zanetti e Prati (ma soprattutto Bertoli). I socialisti "acCorti" voterebbero un giurista

Ducry fa endorsement per Zanetti e Prati (ma soprattutto Bertoli). I socialisti "acCorti" voterebbero un giurista

Aprile 02, 2019 - 22:28
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In questa campagna elettorale a sinistra sono abbondati gli endorsment, ma forse quello che serve di più ai socialisti è un giurista.

Da qualche settimana, sono aumentati gli endorsement nei confronti di candidati al Consiglio di Stato, ma soprattutto verso i candidati al Gran Consiglio.
In questa campagna per le elezioni cantonali 2019, è soprattutto a sinistra che sono abbondati.
La capogruppo Ps in Consiglio comunale di Lugano e l'ex presidente della sezione socialista di Lugano Marilena Marilena Ranzi Antonioli, hanno voluto esprimere il loro sostegno, attraverso un articolo mandato a tutti i portali d'informazione, alle candidate al Gran Consiglio Tessa Prati, Francesca Felix e Gaia Ronchetti e ai candidati Simone Cattaneo e Filippo Zanetti (vedi qui).
A solo due di questa rosa di candidati, Filippo Zanetti e Tessa Prati, ha voluto invece esprimere pubblicamente il proprio sostegno, il granconsigliere socialista più votato nel 2015, Jacques Ducry, che proprio ieri ha preso carta e penna ed ha inviato un articolo al quotidiano La Regione (che l'ha pubblicato niente poco di meno che in prima pagina!). Nell'articolo in realtà Ducry canta le lodi soprattutto del consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli (e in modo un po' "subordinato" della consigliera nazionale Marina Carobbio e della Presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir), ma nella seconda parte dell'articolo sembra quasi "designare" Tessa Prati e Filippo Zanetti, come suoi successori nella difesa di quella sinistra "umanista" che l'ex esponente Plr ha incarnato.
La deputa Lisa Bosia (che non si ricandida) ha preferito esprimere il suo sostegno via social alla figlia dell'ex granconsigliere Ppd Roland David, che è candidata nel Ps Ticino nel circondario luganese.
Sempre via social anche l'ex presidente della sezione del Ps di Lugano, Alberto Leggeri, ha espresso sul candidato socialista di Viganello, Francesco Rinaldi.
Tanti altri endorsement girano in casa socialista in queste settimane...

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..... ma il più “lungimirante" è stato quello dell'ex presidente ad interim (nel 2015/2016) del Ps Ticino, Carlo Lepori, che ha voluto invitare a votare i deputati uscenti (fra cui figura lui).
È un colpo di genio. Visto che nel Ps Ticino degli attuali 13 deputati non si sono ricandidati in 5 (Lisa Bosia, nel Mendrisiotto; Jacques Ducry e Gianrico Corti, nel Luganese; Pelin Kandemir Bordoli, nel Bellinzonese; Milena Garobbio, nel Locarnese), per i socialisti l'invito di Lepori sarebbe passare da 13 a 8 deputati. Una carneficina!!
Vedremo come andrà... .
La cosa interessante che Carlo Lepori non ha visto è degli attuali 8 uscenti nessuno ha una formazione in diritto (come nessuno in economia)! Forse qualcuno che capisca qualcosa di codici e affini nel gruppo parlamentare socialista ci dovrebbe essere... .
Più di uno con questo tipo di competenze è nella lista socialista per il Legislativo. C'è, ad esempio, Filippo Zanetti, giovane studente in diritto che Ducry sostiene. Ma noi (forse sbagliando) riteniamo che non abbia possibilità di essere eletto, come tutti quelli con il suo stesso profilo. Tranne uno. Nicola Corti.
È vero. Il neo di Nicola Corti è quello di essere figlio d'arte (cosa che a noi non piace per principio, anche se va detto che in Ticino sono un po' tutti figli d'arte. Chi è che, in qualsiasi partito, ha fatto strada in politica senza un padre, un nonno, uno zio, ... già attivo in politica?) Corti in questa piatta campagna elettorale ha dimostrato di essere preparato e competente. Ma casomai ci fossimo sbagliati nel giudizio, almeno ha un spirito arguto e raffinato nella sua parlantina (in questo è superiore a suo padre, non ce ne voglia il buon Gianrico).
Noi supponiamo che se non fosse eletto, sarà a causa del giudizio che ha di Nicola Corti colui che fino a pochi anni fa affittava la sua casa a "l'uomo del Monte" (e già questo dice molto) e che è "cresciuto" con una bellissima edizione del "Capitale" di Marx in fil d'oro.
Sta di fatto che se nel prossimo gruppo parlamentare socialista non vi fosse nessun giurista, la qualità della presenza socialista in Parlamento ne risentirebbe. E parecchio.