E se la poesia occupasse la realtà?

E se la poesia occupasse la realtà?

Ottobre 16, 2019 - 16:19

La scorsa domenica al Bar Laura di Lugano erano in molti ad ascoltare le poesie del Ticino Poetry Slam. Franco Barbato, uno dei poeti presenti, ci ha esposto le sue riflessioni sul senso di queste iniziative e sulla sua poesia.

Chi l’ha detto che la poesia debba rimanere confinata alla lettura individuale, o in scuole e biblioteche? Domenica sera al Bar Laura di Lugano i poeti l’hanno fatta da padrone, in occasione del Ticino Poetry Slam organizzato nel ritrovo pubblico luganese. Durante la serata al microfono si sono alternate le parole delle poesie di Vanessa Maccagnan, Franco Barbato, Tamara Vizzardi, Arrigo, Shair Cruz-Bahamonde, Marek Sigis, del “superospite” da Milano Lorenzo Allegrini, accompagnati dalla musica di Flavio Calaon, introdotte da Marko Miladinovic, organizzatore della serata, e ascoltate e applaudite da una cospicua platea di presenti. 
Fra i poeti che hanno preso la parola anche Franco Barbato, nato in Cile, ma che oggi vive a Lugano. Proprio a lui abbiamo chiesto la sua storia e dove nasca questo amore per la poesia. Nato e cresciuto a Santiago del Cile ha studiato da giornalista e insegnate di Storia. In Svizzera è arrivato con la moglie, ticinese, conosciuta in un soggiorno linguistico in Australia, dopo un anno passato assieme in Patagonia, ci spiega Franco. La sua passione per al poesia nasce da lontano. “Ho da sempre avuto una grande passione per la storia, la filosofia e letteratura”, ci dice al termine del “Poetry Slam”, in cui si è posizionato primo a parimerito. “Abbiamo fondato un movimento chiamato ‘Irrealismo poetico’, composto non solo da poeti ma anche da scultori, pittori, illustratori, artisti audio-visivi, con membri in Spagna, Perù, Messico, Romania, Svizzera, Italia, Argentina, Cile… La nostra proposta è una risposta al ‘monopolio’ nel mondo dell’arte. È una risposta non aggressiva, che invita ad occupare la realtà, le parole vuote, gli imperi disabitati”. 
E cosa trova un poeta (oltre all’amore) nella nostra realtà, gli chiediamo? “Trovo che il Ticino e la Svizzera siano luoghi bellissimi”, ci dice. “Io cerco sempre la mia ispirazione nel contatto con la natura. Non so se voi riusciate a vedere il bel paese che avete e non solo dal punto di vista politico, istituzionale o amministrativo. Il rispetto che c’è in Svizzera per la natura mi ispira molto. Vorrei portarlo tramite le mie poesie anche altrove”.  Franco Barbato ci tiene molto a “ringraziare Marco Miladinovic, l’organizzatore di questa serata, che è un grande promotore della cultura è della poesia in Ticino. Per me è uno dei migliori scrittori e performer contemporanei. Siamo fortunati ad avere lui che organizza questi eventi”. 
Per il futuro Barbato, dopo la pubblicazione del suo primo libro, in spagnolo, (“Il pilastro della creazione”, sarebbe il titolo tradotto in italiano), non cerca la “fama” del momento, ci dice. Piuttosto spera che fra 100 anni, qualcuno si ricordi, magari i suoi nipoti, di un poeta venuto dal Cile in Ticino. A proposito di giovani, ha in programma il prossimo mese di portare le sue poesie anche fra gli studenti di Mendrisio. “Questo mi entusiasma”, ci dice. “Nei ragazzi è dove vorrei ‘piantare’ la mia poesia, noi nei critici o nell’accademia, coloro che già conoscono la poesia. I ragazzi sono il futuro”.