Ecco la nuova "Bibbia" della sinistra occidentale. "Capital et idéologie"

Ecco la nuova "Bibbia" della sinistra occidentale. "Capital et idéologie"

Settembre 09, 2019 - 08:57
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Fra tre giorni, giovedì 12 settembre, in Francia uscirà la nuova opera monumentale di Thomas Piketty, l'economista che con la sua precedente opera, "Il Capitale del 21esimo secolo" ha rimesso al centro del dibattito pubblico la questione delle diseguaglianze e che con il nuovo libro "Capital et idéologie" tornerà a far discutere economisti, politici, intellettuali sulle sfide del nostro tempo.

«L’ineguaglianza non è economica o tecnologica: è ideologica e politica. È questa la conclusione più evidente dell’indagine storica presentata in questo libro. Detto altrimenti, mercato e concorrenza, profitto e salario, capitale e debito, lavoratori qualificati e non qualificati, cittadini e stranieri, paradisi fiscali e competitività, non esistono in quanto tali. Sono costruzioni sociali e storiche che dipendono esclusivamente dal sistema legale, fiscale, educativo e politico che si sceglie di mettere in atto e dalle categorie che ci si danno. Queste scelte rimandano anzitutto alle rappresentazioni che ogni società si fa della giustizia sociale e dell’economia giusta, e dai rapporti di forza politico-ideologici tra i vari gruppi e discorsi presenti.
Il punto importante è che questi rapporti di forza non sono soltanto materiali: sono anche e soprattutto intellettuali e ideologici. In altre parole, le idee e le ideologie contano nella storia. Permettono di immaginare e strutturare costantemente mondi nuovi e società diverse. Traiettorie multiple sono sempre possibili. Questo approccio si distingue dai numerosi discorsi conservatori che mirano a spiegare che le disuguaglianze hanno fondamenti “naturali”».

Questo è l'estratto pubblicato dal prestigioso quotidiano francese "Le Monde", del nuovo libro dell'economista, sociologo e pensatore francese Thomas Piketty, dal titolo "Capital et idéologie" (non ancora tradotto in italiano, ma sicuramente per natale lo sarà). Il libro uscirà in Francia giovedì 12 settembre e tutti ne sono certi sarà il bestseller di economia dell'anno. Di fatto è "Il Capitale" di Marx versione 21esimo secolo. Diciasette capitoli e 1200 pagine, quella di Piketty è un'opera monumentale.
Secondo l'intellettuale transalpino, la socialdemocrazia è stata incapace di contrastare il "regime inegualitario e neoproprietarista" (non è difficile prevedere che quest'ultimo termine sarà il neologismo "pikettyiano" che andrà maggiormente in voga nei prossimi mesi e anni, nella sinistra, anche in Ticino) in cui viviamo.
Ebbene si, la sinistra, dopo gli anni '90 di Anthony Giddens (da giovane trotzkista, per poi da maturo essere il teorico della "Terza via" di Tony Blair) e dopo i primi anni del 21secolo della  "no global" Naomi Klein con il suo "No Logo",  i vari economisti premi nobel come Stiglitz e Krugman,  gli inventori della "decrescita" André Gorz e Serge Latouche e senza dimenticare il "marxista della comunicazione" Manuel Castells e il sempre amato Noam Chomsky, ecco che potrà aggiudicare a Piketty  il titolo di ideologo della sinistra radicale e non, di questo decennio.
Siamo sicuri che questo "Capital et idéologie" farà molto discutere nei talk show e programmi d'informazione in Italia, quanto in Ticino ( la nuova trasmissione di Alfonso Tuor, non potrà non parlarne dopo la campagna delle elezioni federali), mentre per i militanti e leaders dell'estrema sinistra sarà il nuovo "libretto rosso" (anche se molto più corposo).