Emergenza climatica. La "pagella" dei giovani alla politica.

Emergenza climatica. La "pagella" dei giovani alla politica.

Ottobre 08, 2019 - 18:13
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Ad assistere alla seduta di ieri del Consiglio comunale di Lugano, in cui si è votata una risoluzione sull'emergenza climatica, c'erano numerosi giovani del movimento "Sciopero per il Clima". Abbiamo chiesto la loro opinione su quanto deciso ieri a Lugano...

Ieri il Consiglio comunale di Lugano si è chinato anche sul problema dell'emergenza climatica. Sul tavolo c'era la proposta, giunta dai gruppi di Verdi e Partito socialista, che chiedeva che la Città dichiari l'emergenza climatica. Anche se la proposta socialista non è alla fine passata, il Consiglio comunale ha comunque adottato una risoluzione che va nello stesso senso, anche se un po' più "blanda", riconoscendo tuttavia l'emergenza climatica in corso e l'importanza delle azioni che la Città di Lugano può intraprendere per far fronte al cambiamento climatico (vedi qui). 
Ad assistere alla seduta del Legislativo erano presenti numerosi giovani del movimento "Sciopero per il clima", che in occasione della trattanda sull’ambiente si sono alzati in piedi e hanno formato uno "striscione vivente".
Dopo l'approvazione della risoluzione abbiamo parlato con alcuni di loro, per sapere come valutano l'azione intrapresa dal Legislativo della Città di Lugano. 
"Il Consiglio comunale ha dichiarato di essere conscio del fatto che stiamo vivendo un'emergenza", ci dice Siro Pedrozzi, uno dei giovani presenti, "è un primo passo, che ci soddisfa in quanto tale. La consapevolezza sta crescendo e come movimento stiamo raggiungendo i primi obiettivi. Ci aspettiamo che in futuro il Comune di Lugano e tutti i comuni del Ticino continuino su questa strada". "Abbiamo assistito ad una seduta in cui metà del tempo è stato dedicato alla decisione sull'emergenza climatica", prosegue Pedrozzi. "Il nostro movimento quindi ha un impatto. Continuando a scioperare e manifestare raggiungeremo grandi obiettivi in futuro!”.
Anche nella sala del Consiglio comunale però, le rivendicazioni del movimento sciopero per il clima non hanno fatto l'unanimità. Anche nell’opinione pubblica, come fra alcuni scienziati, c’è chi ritiene che il riscaldamento della Terra non dipenda (in larga parte) dall’attività umana. Come rispondono a questo i giovani del movimento “Sciopero per il clima”? “Fa riflettere il fatto che ci siano ancora persone che negano le origini antropiche del cambiamento climatico", ci dice Daniel Barta. "Non è il maggiore dei problemi tuttavia, perché queste opinioni stanno scemando, anche se c'è chi ancora dice che la scienza non è unanime nel sostenere ciò. In realtà più del 90% degli scienziati che si sono espressi su questa tematica, come evidenziano documenti ufficiali, sono concordi sul fatto che i cambiamenti climatici sono causati dall'uomo". "C'è chi oggi nella sala del Consiglio comunale ha detto: 'non spaventiamo questi poveri ragazzi'", ci commenta invece Laura Foglia. "A me più che la crisi spaventano i politici che hanno paura di affrontarla". "Ad ogni modo", prosegue la giovane, "indipendentemente da quale si la causa bisogna agire". 
Agire sì, ma con quali misure, chiediamo ai giovani? "In realtà bisognerebbe attuare tutte le misure possibili, fin da domani”, ci dice Siro Pedrozzi. “Noi abbiamo inviato cinque lettere, una ad ogni Dipartimento del Cantone, in cui proponiamo tante misure concrete”. “Partiamo dal presupposto che comunque non sarebbe compito dei giovani proporre le misure da adottare”, ci dice Daniel Barta, “ma da chi gestisce la Città o rispettivamente il Cantone”.  “Non siamo degli esperti”, gli fa eco Pedrozzi, “nessuno di noi è oltre il primo anno di università. Ci sono persone molto più competenti di noi che dovrebbero proporre misure concrete. Quello che vogliamo fare è ‘sbattere in faccia’ alla politica che se noi giovani riusciamo a trovare tante proposte attuabili, pensiamo a cosa potrebbero fare degli esperti, se la politica avesse il coraggio di chiederglielo”. “Nonostante ciò”, conclude Barta, “anche a Lugano abbiamo scritto varie lettere che elencano le misure che andrebbero secondo noi adottate: migliorare la rete delle piste ciclabili, migliorare i trasporti pubblici, la raccolta dei rifiuti, rendere i trasporti pubblici elettrici e ridurne il prezzo, se non renderli gratuiti, come pure ridurre il prezzo del bike-sharing”.