Encefaliti da zecche raddoppiate: "colpa" del confinamento

Encefaliti da zecche raddoppiate: "colpa" del confinamento

Luglio 13, 2020 - 14:56

In Svizzera si segnala un raddoppio dei casi di encefaliti da zecche. Probabilmente è dovuto al fatto che molta più gente si è recata nella natura quest'anno. 

Dall’inizio del 2020 si è registrato in Svizzera un netto aumento dei casi di encefaliti causate da zecche registrati dall’Ufficio federale della sanità pubblica, che sono già il doppio di quelli registrati nello stesso periodo dell’anno scorso (97). Infatti i casi registrati nel 2020 sono 215. Nelle ultime settimana i casi sono 124, come spiega lo stesso UFSP nel suo bollettino. IL totale di quest’anno fino a giugno è il secondo più alto registrato a partire dal 2000. Secondo l’UFSP l’aumento sarebbe dovuto da un lato alle condizione meteorologiche e dall’altro al fatto che con le regole su distanziamento sociale dettate dal coronavirus molte più persone si sarebbero recate nei boschi e nella natura. Non è nemmeno da escludere che le misure anti-covid abbiano impedito. Qualcuno di farsi vaccinare.

L’aumento del numero di casi di punture di zecche non riguarda solo la Svizzera a quanto pare. Tom Mather, entomologo dell’università del Rhode Island, che gestisce TickSpotter, un servizio di assistenza in caso di punture da zecca, spiega che con tutta probabilità ciò è dovuto al fatto che molte persone per rispettare il distanziamento sociale hanno scelto come svago le passeggiate nella natura. Secondo Mather le richieste assistenza a TickSpotter sono quadruplicate a partire da marzo.

La meningoencefalite primaverile-estiva da zecche (FSME) può anche avere un decorso grave e l’UFSP raccomanda la vaccinazione. Per la borreliosi, malattia di origine batterica, sempre trasmessa dalle zecche, non c’è vaccino e viene trattata con antibiotici.