Esami di maturità: non si è annullato solo una "formalità"

Esami di maturità: non si è annullato solo una "formalità"

Giugno 10, 2020 - 19:00
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Niente esami di maturità per i liceali quest'anno. Oltre all'annullamento, sulle cui motivazioni di carattere sanitario comunque sorgono dubbi, a far discutere è anche la presunta mera "formalità" di questi esami. Abbiamo interpellato sul tema tre esponenti legati al mondo della Scuola. 

In un anno normale proprio in questo periodo gli studenti di quarta liceo avrebbero dovuto affrontare gli esami di maturità, a compimento del ciclo di studi della scuola media superiore. Come noto invece, a causa della pandemia, gli esami di maturità quest’anno non si terranno. Una scelta che ha fatto discutere quella del Consiglio di Stato e del Dipartimento educazione cultura e sport (DECS).

Se per quanto riguarda gli esami orali una decisione è giunta direttamente da Berna, le autorità federali hanno lasciato mano libera ai Cantoni per quanto riguarda lo svolgimento degli esami scritti. Come noto in Ticino si è optato per non tenere quest'anno gli esami di maturità scritti. La scelta dettata dalla situazione pandemica ha fatto discutere, soprattutto per le motivazioni fornite dal DECS e dal suo direttore Manuele Bertoli, che oltre di carattere sanitario, riguradavano anche la  presunta mera “formalità" degli esami di maturità. 

Fra chi non condivide la scelta dell’annullamento degli esami di maturità vi è Gerardo Rigozzi, esponente liberale radicale, già direttore del Liceo di Lugano 2 e della Biblioteca cantonale di Lugano. "Gli esami scritti erano fattibilissimi. Si potevano fare nelle palestre e a gruppi differenziati", ci dice Rigozzi. "Capisco che ci voglia prudenza, ma è stato un peccato". "Dalla mia esperienza ricordo che gli esami di maturità erano per gli allievi un momento di sintesi importante delle riflessioni fatte nelle varie materie d'esame", prosegue Rigozzi. "Anche il fatto stesso di cimentarsi in un esame è importante per gli allievi. I nostri allievi prima dell'esame di maturità non affrontano altri esami di questo tipo. È dunque un momento topico dell'insegnamento liceale". Inoltre, prosegue Rigozzi, "gli studenti avevano il tempo di prepararsi. Erano a casa e ricevevano tutte le indicazioni per via telematica". Le condizioni pratiche per svolgere gli esami dunque secondo Rigozzi c'erano. 

Gli esami però non si sono tenuti. "Spero vivamente che ciò non sia un danno nei confronti degli allievi e che scuole successive non abbiano una certa prevenzione nei confronti di coloro che non hanno svolto gli esami", dice Rigozzi. "È stato assicurato che non sarà così". 

A far discutere sono come detto anche alcune delle motivazioni fornite dal DECS. ”Le motivazioni date dal Dipartimento non mi sono piaciute.  Sembrava che si dicesse che non cambiasse nulla fra svolgere gli esami e non svolgerli, parlando di riti e di formalità", osserva Rigozzi. "Non sono d'accordo. Se ciò fosse vero allora logica conseguenza sarebbe che il direttore del Dipartimento si attivasse per abolire gli esami di maturità". "Un direttore del Dipartimento della scuola non può dire queste cose", conclude Rigozzi. "Rischia di essere offensivo verso coloro, docenti e studenti,  che si sono fino ad oggi impegnati per svolgere questi esami".

Fabio Camponovo, presidente del Movimento per la Scuola, non è critico sulla scelta di non svolgere gli esami in sè. Tuttavia pure lui è critico sulle motivazioni fornite. "Al di la della scelta, quello che non riesco a capire sono le motivazioni addotte per l'annullamento", ci dichiara Camponovo. "Potevano esserci buone motivazioni, di altro genere e comprensibili, ma invece si sono addotte motivazioni relative al distanziamento sociale, o addirittura parlando di un esame di maturità che ha un valore puramente formale". "Ho trovato perlomeno curioso che il capo del dipartimento dicesse che in fondo l'esame di maturità è una formalità. Mi sembra abbastanza grave", ci dice Camponovo. Come detto invece per Camponovo la scelta dell'annullamento può essere condivisa, anche se per altre motivazioni. "Le condizioni psicologiche e di preparazione per gli studenti di quarta liceo, che avevano seguito una didattica a distanza, non erano ottimali. La decisione dell'annullamento dunque può anche essere condivisa, ma non si può dire che non c'erano le condizioni dal punto di vista sanitario. Si sono trovate soluzioni per riaprire le scuole dell'obbligo e nel settore medio superiore ci sono gli spazi disponibili" per il distanziamento sociale. Sulla valenza degli esami di maturità, dice Camponovo, non si tratta certo di una "formalità". "L'esame di maturità ha un suo valore dal punto di vista pedagogico, che non è mai stato messo in discussione, e vale nel complesso la metà del voto finale". 

Adriano Merlini, presidente Vpod Docenti, ci dichiara che "abbiamo preso atto delle decisioni prese dagli esperti in ambito sanitario e a malincuore come docenti abbiamo rinunciato agli esami di maturità. Stiamo incontrando proprio in questi giorni le classi di quarta liceo. Anche in alcuni ragazzi c'è del rammarico, ma si sono resi conto che sarebbe stato difficile organizzare gli esami in maniera sicura". In merito alla valenza dell’esame, ci dice Merlini, ”probabilmente l'aspetto valutativo non è quello più importante. Vi è un aspetto di chiusura del ciclo liceale, dunque in un certo senso rituale, che è importante. Ma vi è anche un aspetto didattico, in quanto è la prima volta che uno studente si confronta con un esame, in particolare quello orale, dove oltre al docente c'è un esperto che lo studente non cosce e per un quarto d'ora deve essere in grado di sostenere una discussione su un tema. Ciò può essere propedeutico agli esami che dovrà affrontare all’Università". “Non è meramente un rito di passaggio”, secondo Merlini dunque. "C'è  sicuramente questo aspetto, ma c'è anche un aspetto valutativo e un aspetto di preparazione allo stress che non è trascurabile".