Euro 2020, anzi no...2021

Euro 2020, anzi no...2021

Marzo 14, 2020 - 10:43
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Se il Coronavirus è stato inizialmente qualcosa di lontano, confinato in qualche provincia cinese a noi sconosciuta, e poi un fatto preoccupante perché sviluppatosi nel nord Italia, ora siamo stati investiti pienamente da questa pandemia. Ci siamo fatti trovare impreparati e, anzi, le autorità si stanno facendo superare dal mondo economico, nell'attuazione di restrizioni delle attività. Paradossale.

 

Giustamente, anche lo sport si sta fermando. Il blocco di moltissimi campionati di calcio potrebbe creare qualche problema a questa rubrica, la quale - però - cercherà di andare avanti. L'obiettivo è di continuare a pubblicare una breve analisi sul mondo del pallone (nello stile di Banditi e Campioni): per cercare un po' di regolarità, in un momento surreale e soprattutto nella speranza che in molti abbiano deciso di stare a casa e necessitino quindi di qualche lettura, per occupare serenamente il tempo.

 

Intanto, però, il Coronavirus sta creando più grattacapi alla Uefa, piuttosto che a questa rubrica. Lo svolgimento di Euro 2020 (previsto dal 12 giugno al 12 luglio), infatti, è seriamente a rischio. Con l'attuale stop dei principali campionati europei, nonché delle competizioni continentali per club (Champions League ed Europa League), sembrerebbero esserci soltanto due modi per ripartire, una volta rientrato l'allarme Coronavirus. Da un lato, le competizioni per club potrebbero essere annullate (niente assegnazione di scudetti, nessuna retrocessione, ecc.), per permettere il regolare svolgimento dell'europeo; dall'altro, Euro 2020 potrebbe diventare Euro 2021, in modo da consentire alle varie lege nazionali di far terminare i tornei attualmente sospesi. Entrambe le ipotesi, però, si fondano sull'idea che i pericoli dettati dalla pandemia siano rientrati a giugno. Vedremo. Speriamo.

 

Se i tornei nazionali, compresi i campionati professionistici giocati in Svizzera, dovessero proseguire  oltre il 30 giugno, però, bisognerebbe risolvere alcuni problemi legati ai contratti dei calciatori. 

 

Innanzitutto, va considerato che - per i giocatori in scadenza di contratto - l'ultimo giorno di lavoro presso il club che detiene il cartellino è il 30 giugno. Allo stato attuale delle normative, quindi, a partire dal 30 giugno ci saranno dei giocatori privi di contratto che li vincola a qualsiasi club: i cosiddetti parametri zero. Se i campionati dovessero andare oltre il 30 giugno, quindi, i club dovrebbero fare a meno dei giocatori attualmente in scadenza, nella fase finale del campionato. 

 

Un problema analogo si pone per i giocatori in prestito, in quanto anche i prestiti - generalmente - hanno scadenza 30 giugno. Qualora i campionati proseguissero dopo il 30 giugno, pertanto, i giocatori in prestito dovrebbero rientrare nelle rose delle società che detengono il cartellino. 

 

Il Lugano, ad esempio, tra scadenze di contratto e fine prestiti, il prossimo 30 giugno perderà undici giocatori (dati Transfermarkt). Si tratta di problemi infimi, rispetto a quelli che si affrontano in questi giorni, ma - fortunatamente - o presto o tardi dovremo confrontarci anche con queste quisquilie.