Ex funzionario Dss. No del Governo a una commissione d’inchiesta

Ex funzionario Dss. No del Governo a una commissione d’inchiesta

Novembre 07, 2019 - 10:10
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Il Consiglio di Stato ritiene non vi siano i presupposti per l'apertura di una Commissione parlamentare di inchiesta sul caso dell'ex funzionario condannato per coazione sessuale.

Il Consiglio di Stato si esprime contro alla possibilità di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta riguardante il caso dell'ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità (Dss) condannato per coazione sessuale. Come anticipato oggi dal Corriere del Ticino l'Esecutivo ha firmato ieri la lettera all'indirizzo dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, che aveva chiesto il parere del Governo sulla possibilità di aprire la commissione d'inchiesta, come previsto dalla Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato. "Entrando nel merito della vostra richiesta", scrive il Governo nella lettera, secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino, "al momento attuale, riteniamo non vi siano i presupposti per dare seguito alla richiesta di costituire una CPI. Ricordiamo infatti che l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta avviene solo in casi eccezionali, di fronte ad un evento di grande portata istituzionale". La presa di posizione del Governo non è in ogni caso vincolante. Sarà il Parlamento ad avere l'ultima parola sull'eventuale apertura di una commissione di inchiesta. A chiederla erano stati lo scorso 3 ottobre i granconsiglieri Boris Bignasca (Lega), Marco Bertoli (Plr), Tamara Merlo (Più donne), Lara Filippini (Udc), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Matteo Pronzini (Mps) e Ivo Durisch (Ps).