Fabio Käppeli contro il ministro liberale Vitta

Fabio Käppeli contro il ministro liberale Vitta

Agosto 23, 2020 - 15:39
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Il Mattino della domenica affronta il tema dell'innalzamento del moltiplicatore cantonale di imposta. La Lega si schiera contro, annuncia. Ma sente anche il parere di vari esponenti politici. L'ipotesi messa sul tavolo da Vitta non raccoglie consensi neanche fra i radicali bellinzonesi?

Il Mattino della domenica nella sua edizione odierna si occupa anche del tema del possibile aumento (o rinuncia dello sgravio deciso lo scorso anno, a seconda di come la si veda) del coefficiente cantonale di imposta: un proposta giunta da casa socialista e “rilanciata” dal capo del Dipartimento finanze ed economia, il consigliere di Stato Christian Vitta (che, intervistato da Il Caffè, pur senza dargli un esplicito sostegno, ha lasciato intendere che è una delle ipotesi su cui si ragiona per “rientrare” dal debito del covid. E pure che le altre soluzioni non è che abbondino).

Il domenicale diretto da Lorenzo Quadri si schiera contro all’ipotesi e in un articolo a pagina 3 annuncia che “la Lega combatterà simili propositi balordi in tutte le sedi, anche tramite referendum se sarà necessario!” (Magari si potrà se del caso fare una sinergia con la raccolta firme contro il mezzo miliardo di franchi per le pensioni dei dipendenti pubblici, altro referendum leghista già promesso sul Mattino).

Il domenicale però apre il dibattito sul coefficiente d’imposta anche nella sua rubrica “Forum”, andando a sentire il parere di esponenti politici di vari partiti, oltre che del vice direttore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti e del responsabile del Centro di competenze tributarie della Supsi Samuele Vorpe. Proprio quest’ultimo nel “Forum” a pagina 5 si distingue per una risposta poco ideologica, ma molto sostanziale e azzeccata. “Ritengo che si possano avere opinioni legittime sia in favore dell’aumento del moltiplicatore cantonale sia contrarie”, dice Vorpe. “Tuttavia, da un profilo concreto, l’idea del ministro Vitta è difficilmente realizzabile per un semplice motivo: l’articolo 34ter capoverso 6 della Costituzione cantonale prevede, infatti, che “per decidere l’aumento del coefficiente d’imposta cantonale è necessaria la maggioranza qualificata di almeno 2/3 dei votanti in Gran Consiglio”. Considerati gli attuali schieramenti politici, sono persuaso che sarà difficile raggiungere questa soglia”, spiega Vorpe.

Il vicedirettore del Corriere Gianni Righinetti mette in evidenza la difficile situazione in cui versano le finanze cantonali in seguito al coronavirus. Tuttavia, dice, “rimangiarsi, a pochi mesi dall’entrata in vigore, una parte del pacchetto di sgravi fiscali ritenuti importanti per cittadini e imprese, non appare coerente. Sgravi mirati, prudenti e frutto di una scelta lungimirante per il Ticino di domani, che ha visto schierato un fronte ampio e compatto di forze politiche favorevoli e ha fatto registrare il clamoroso fallimento a sinistra del referendum di coloro che li volevano affossare”.

L’unico possibilista fra coloro interpellati dal Mattino sull’aumento del moltiplicatore è il granconsigliere del Partito comunista Massimiliano Ay, per cui “non è un tabù aumentare il moltiplicatore cantonale”. Contrari invece tutti i restanti esponenti interpellati. La già consigliera nazionale e vicesindaco di Chiasso della Lega Roberta Pantani ritiene che “il Cantone, così come anche altri enti pubblici, possano da una parte risparmiare su servizi non essenziali (e ce ne sono molti!) e dall’altra debbano inevitabilmente aumentare il debito pubblico. Aumentare le imposte non è certo la strada corretta: si rischia di far “scappare” chi le imposte – per fortuna sua! – potrà continuare a pagarle, mentre la misura non avrebbe alcun effetto su chi le imposte – per ragioni di difficoltà congiunturali – non le paga”.

Per il granconsigliere e capodicastero finanze di Lugano della Lega Michele Foletti “parlare già oggi di aumento del coefficiente d'imposta è assolutamente fuori luogo: abbiamo stime economiche che cambiano di settimana in settimana, previsioni in continuo aggiornamento e molte incognite davanti a noi”.

Per il capogruppo del Ppd in Gran Consiglio Maurizio Agustoni “ci può stare che un “ministro” delle finanze valuti dal profilo tecnico tutte le opzioni, ma poi la decisione deve essere politica. La proposta del PS di aumentare le imposte cantonali è secondo me inaccettabile”. Si schiera contro anche il granconsigliere Udc Paolo Pamini, che dice: “Non usiamo il Covid19 come scusa per infilare le mani nelle tasche di chi lavora perché a Palazzo non si vogliono fare i compiti. Le finanze del Cantone non sono sotto pressione a causa del Covid, bensì per il continuo aumento della spesa, negli ultimi 20 anni più rapido di quello della popolazione e di quello del reddito della popolazione. Il Covid19 ha solo messo a nudo la realtà che con UDC e molti leghisti da anni denunciamo”.

A schierarsi contro all’ipotesi avanzata da Vitta è però pure il granconsigliere Plr Fabio Käppeli (candidato al Municipio della capitale radicale Bellinzona), che ovviamente premette che “come ha ricordato il Consigliere di Stato Christian Vitta, la proposta è effettivamente sul tavolo, ma proviene invero dal partito socialista”. Per Käppeli “aumentare la pressione fiscale non è mai una buona soluzione, figuriamoci in questa situazione: non potrebbe esserci periodo peggiore per aumentare le imposte mettendo ulteriormente in difficoltà il ceto medio. Lo Stato non è l'unico ad avere bisogno di soldi. Diminuendo quelli che i cittadini o le imprese possono investire non si stimola di certo l'uscita dalla crisi, anzi”.